Il nuovo (doppio) album degli Iron Maiden è il loro migliore da molti anni

iron-maiden-the-book-of-souls-recensione

Nella ristretta élite delle band che fanno parte di diritto della storia del rock, gli Iron Maiden sono, insieme ai Metallica, i massimi esponenti della parte più dura del genere. In questa schiera di mostri sacri, che annovera tra gli altri anche icone come AC/DC e Motorhead, i Maiden sono gli unici al credere ciecamente nel proprio materiale recente. Al punto di proporlo dal vivo in misura uguale o superiore ai grandi classici. Come successo per esempio nel tour di supporto all’album A Matter Of Life And Death (quando nel 2006 suonarono interamente l’omonimo disco per 3/4 di set, provocando l’ira dei fan conservatori – guardate la risposta di Bruce Dickinson alla richiesta di dare spazio ai pezzi più famosi). O ancora, come accaduto nel 2010, quando la scaletta dei concerti presentava oltre metà brani tratti dai cd usciti nel nuovo millennio (da Brave New World del 2000 in poi per l’appunto).

Cosa spinga un gruppo di miliardari a continuare a proporre inediti 35 anni dopo aver pubblicato il primo disco, è materia di studio. Di certo gli Iron sono sempre rimasti riconoscibili ma, a costo di risultare (ed è successo) pacchiani o presuntuosi nel cimentarsi con dettami tipici del prog rock, o allungando a dismisura (talvolta con scarsa efficacia) le strutture di molti nuovi brani, hanno dimostrato a milioni di fan di avere una voglia incredibile di creare nuova musica. E di suonarla. Non per soddisfare il pubblico. E di certo neppure per seguire logiche commerciali.

Ed è così che, nel 2015, sono riusciti a incidere uno dei lavori migliori della loro carriera post anni Ottanta. Un album migliore, o per lo meno allo stesso livello, del già citato e acclamato Brave New World, disco della reunion e inizio dell’era Dickinson 2.0 (in studio, dal vivo era già tornato dietro al microfono nello straordinario Ed Hunter Tour del 1999).

The Book Of Souls è il primo doppio disco nella carriera degli Iron. 92 minuti di musica e 11 brani che racchiudono e approfondiscono tutte le caratteristiche tipiche del sound dei Maiden degli ultimi quindici anni. In primis l’impatto: la produzione è volutamente frontale e sporca. Live in una parola. Nessuna sovraincisione o post produzione, pezzi registrati in presa diretta e pronti per l’uso. Quindi le cavalcate e le accelerazioni, marchio di fabbrica della Vergine di Ferro. E ancora le melodie e le armonie delle tre chitarre, i momenti epici e quelli drammatici. Le suite infinite (il disco si conclude con una traccia dalla durata di 18 minuti) e gli assoli più frenetici. Le tematiche spaziano dallo spirituale (l’Eddie-Maya raffigurato in copertina, poteva essere un indizio evidente per capire di cosa avrebbe parlato la titletrack), a disatri aerei che hanno fatto epoca (Empire Of The Clouds). Tra le altre cose, si parla anche del suicidio Robin Williams (Tears Of A Clown) e di Seconda Guerra Mondiale (Death Or Glory).

Ma è assolutamente riduttivo e ingeneroso addentrarsi troppo nell’analisi di un disco che deve essere ascoltato con la necessaria calma e concentrazione. Sembra assurdo dirlo di questi tempi, in un’era di musica plastificata e di singoli da tre minuti da divorare su Spotify. Eppure è così. Le opinioni che avrete dei pezzi dopo un primo e magari distratto assaggio, verranno drasticamente messe in dubbio, e quindi sconvolte, durante le sessioni successive. Il coinvolgimento emotivo dei brani più articolati, e le sfumature di quelle che sono state vere e proprie jam session strumentali, catturate live in studio (vedi The Red And The Black), emergono alla distanza in tutto il proprio innegabile fascino.

Sia che voi siate della parrocchia di Paul Di’Anno, piuttosto che inguaribili nostalgici del Dickinson 1.0 (1982-1992), non potete non dare a The Book Of Souls una chance. Sarà impossibile non levarsi il cappello di fronte al coraggio e alla vitalità di un gruppo che, alla soglia dei Sessanta non ha ancora perso la voglia di sorprendere (il pianoforte in una loro canzone ancora non l’avevamo sentito!) e incidere sani brani hard & heavy (il singolo di lancio Speed Of Light).

Trovare un gruppo che, al sedicesimo (!) disco di inediti, sia in grado di coniugare qualità e quantità in questa maniera è impresa assai difficile. A meno che la band in questione si chiami Iron Maiden.

The Book Of Souls

Canzoni
Death or Glory Durata: 05:12 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
If Eternity Should Fail Durata: 08:28 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
Death Or Glory Durata: 05:12 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
Speed of Light Durata: 05:01 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
Shadows of the Valley Durata: 07:32 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
Tears of a Clown Durata: 04:58 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
The Great Unknown Durata: 06:37 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
The Man of Sorrows Durata: 06:27 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
The Red and the Black Durata: 13:33 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
When the River Runs Deep Durata: 05:52 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
Empire of the Clouds Durata: 18:01 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls
The Book of Souls Durata: 10:27 Riproduci Acquista dall'album: The Book Of Souls

Commenti

Commenti

Condivisioni