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James Blunt – Some Kind Of Trouble

James Blunt

Some Kind Of Trouble

Atlantic

Terzo capitolo per il cantautore londinese. Già dal primo ascolto, Some Kind Of Trouble rivela l’intenzione dell’autore di lasciarsi alle spalle, almeno parzialmente, un passato forse eccessivamente malinconico ed introspettivo. Ottimismo e spensieratezza ricorrono frequentemente e il singolo di lancio Stay The Night è la prova incontrovertibile (anche se musicalmente ricorda un po’ troppo il recente tormentone Hey Soul Sister dei Train). Il James Blunt del 2010 sembra diverso anche nello stile, grazie a sonorità decisamente pop sempre più lontane dal folk rock melodico degli esordi. Solo nel finale arriva un insperato sussulto, con la beatlesiana Turn Me On. I brani riflessivi comunque non mancano, su tutti No Tears (forse il pezzo più sincero dell’intero lavoro) e la ballata Best Laid Plans. Il risultato è un disco sin troppo ascoltabile e melenso, quasi ruffiano, che probabilmente soddisfa appieno le nuove ambizioni di Blunt, un po’ meno quelle di chi ne aveva apprezzato l’esordio.

Giorgio Rossini

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