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Joe Satriani Unstoppable Momentum recensione

Joe Satriani Unstoppable Momentum recensioneJoe Satriani
Unstoppable Momentum
(Sony Music)

Arriva al traguardo del quattordicesimo album da studio Joe Satriani, oramai leggendario guitar hero che dagli anni ottanta propone dischi di rock strumentale di qualità, sfoderando creatività, abilità innata e una iperattività di fondo che non gli permette praticamente mai di tirare il fiato, tra carriera solista, progetti paralleli (Chickenfoot anyone?) e tournée con i G3.

Unstoppable Momentum è l’ennesimo lavoro concettualmente inattaccabile, scevro da qualsiasi logica di mercato o di appartenenza a un genere piuttosto che a un altro (si parla di rock ma contaminato da elettronica, funk, blues e suoni sperimentali), una di quelle release che possono essere sia un buon sottofondo per le attività di ogni giorno, sia in grado di assorbire completamente l’attenzione dall’inizio alla fine, nel tentativo di scoprire le sfaccettature che ogni brano nasconde.

Se i primi tre pezzi contengono il classico imprinting hard rock di Joe (tra gli highlights assoluti del lavoro sicuramente la titletrack e la bellissima Lies And Truths, dallo spiccato piglio progressive e probabilmente una delle canzoni migliori del Satch post 2000), è da Three Sheets To The Wind che si apprezza la versatilità di Satriani e dell’ensemble che ha lavorato insieme a lui in studio: Vinnie Colaiuta dietro le pelli è uno spettacolo a sé stante, mentre Chris Chaney (Jane’s Addiction) al basso e Mike Keneally alle tastiere ricamano intorno alle trame di Joe un continuum avvolgente e quasi teatrale, specialmente in momenti come l’ottantiana Shine On American Dreamer e nella favolosa doppietta Jumpin’ In/Out.

Non è un disco capolavoro, quelli Satriani li ha già composti diversi anni fa, ma Unstoppable Momentum è un altro album fresco, avvincente, denso di gusto e classe come solo i numeri uno sanno fare anche dopo trent’anni di onorata carriera.

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