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John Cale Shifty Adventures In Nookie Wood

recensione john cale shifty adventures in nookie woodJohn Cale
Shifty Adventures In Nookie Wood
(Double Six)

È piuttosto incredibile – e anche piuttosto sconfortante, a dire la verità – che la carriera di uno dei musicisti più importanti e rivoluzionari della musica rock (e non solo) venga spesso liquidata con i soliti tre dischi. Stiamo parlando dei primi due album dei Velvet Underground, capolavori acclarati, e della collaborazione con il vecchio amico Lou Reed per Songs For Drella, in memoria del compianto Andy Warhol. Qualcuno di buon cuore ama anche citare il suo ruolo in sede di produzione per i debutti epocali di Stooges e Patti Smith e la trilogia di Nico, ma la carriera solista di John Cale continua a essere tragicamente sottovalutata, nonostante dischi eccellenti come Vintage Violence, Paris 1919, Slow Dazzle e Fear, tutti degli anni Settanta. Pure in tempi recenti, sebbene con minor lucidità, il gallese ha mostrato una curiosità e una voglia di sperimentazione che molti suoi colleghi anche più giovani hanno perso inevitabilmente da tempo. Non fa eccezione nemmeno il nuovo lavoro, Shifty Adventures In Nookie Wood, che si apre con una collaborazione con il produttore Danger Mouse, I Wanna Talk 2 U, uno dei momenti più singolari, e si conferma disco ispirato e sorprendente. Il singolo Face To The Sky è il pop secondo John Cale, con la sua voce trattata al vocoder che vaga su una melodia sognante, un canovaccio ripetuto su Living With You e, a ritmi più sostenuti, sulla bella Scotland Yard. Quando si dice invecchiare bene (e senza neppure dover collaborare coi Metallica…).

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