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Kelis – Flesh Tone

Kelis

Flesh Tone

Interscope

I tempi delle derive soul, delle citazioni funk e dell’attitudine R&B sono andati. Se vuoi essere pop oggi devi essere dance, anche a costo di “rinnegare” dei momenti di puro splendore che hanno caratterizzato la tua carriera. Kaleidoscope, il raffinato disco del 1999 che aveva presentato Kelis al mondo, non potrebbe sembrare più lontano: i ritmi lenti e sinuosi vengono seppelliti da drum machine compresse all?esasperazione, l’incedere hip-hop è cancellato da quattro-secchi-e-imprescindibili-quarti, gli strumenti veri sono a prendere la polvere in soffitta mentre gli arrangiamenti vengono affidati alla freddezza di sintetizzatori analogici (quando va bene) o emulazioni virtuali dei suddetti (quando va meno bene). Passi il gradevole singolo Acapella – con la produzione di quel prezzemolo di David Guetta – evviva i fratelli Benassi che producono due tracce ascoltabili, ma la sensazione è che qui il talento vocale di Kelis sia assolutamente sprecato. È proprio obbligatorio essere pop?

Marco Rigamonti

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