Onstage
Lacuna Coil - Broken Crown Halo Cover

Lacuna Coil, un sound crudo e live con un occhio al passato

I Lacuna Coil tornano con il nuovo album Broken Crown Halo. Un disco crudo e con un impatto live che conferma il valore del gruppo italiano affermatosi negli Stati Uniti più ancora che nel nostro Paese. Leggi la recensione.

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I Lacuna Coil si sono oramai imposti negli Stati Uniti come una delle migliori band gothic rock/metal del nuovo millennio. Broken Crown Halo è il settimo sigillo del gruppo di Milano guidato da Cristina Scabbia, ennesima dimostrazione di come i nostri producano materiale di qualità con regolarità, puntando con fiducia su un sound caratteristico, codificato, apprezzato e conosciuto a ogni latitudine.

Se Dark Adrenaline (2012) aveva presentato qua e là qualche coordinata del passato, pur restando un lavoro moderno, con produzione bombastica e impattante, il nuovo disco è invece molto più crudo, meno levigato e con un impatto nettamente più live. Cristina è la solita garanzia, ma è Andrea Ferro a fare la parte del leone, con una performance che lo vede in gran spolvero anche quando impegnato su registri diversi (rispolvera anche il growl!).

Parlavamo di reminiscenze. A tornare alla mente ascoltando Victims (brano permeato dall’ombra dei maestri Paradise Lost), è proprio l’era d’oro del gothic metal di metà anni Novanta. Ma gli stessi esordi dei Lacuna (chi si ricorda In A Reverie del 1999 e Unleashed Memories del 2001?) rivivono sia nell’intelligente I Forgive (But I Won’t Forget Your Name), abile a mediare tra la modernità e la classicità del genere, sia nella conclusiva strepitosa One Cold Day.

Il singolo di lancio Nothing Stands In Our Way e la successiva Zombies sono inoltre il perfetto manifesto di un lavoro che denota la maturità assoluta acquisita in questi anni dal gruppo, vero e proprio top player nel filone musicale che propone: ce ne accorgeremo anche nel nostro/loro Paese natale?

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