Lady Gaga si dà al jazz insieme a Tony Bennett per i duetti di Cheek to Cheek

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Lady Gaga sorprende ancora con la pubblicazione di Cheek to Cheek, album di duetti insieme al crooner Tony Bennett. Un disco che mette in luce il talento della cantante.

Quella che sentiamo cantare in Cheek to Cheek, in uscita il 23 settembre, è una Lady Gaga inedita. Disco collaborativo fra lei e Tony Bennett, Cheek to Cheek è una raccolta di classici jazz – 11 nell’edizione standard, 15 in quella deluxe – reinterpretati dalla popstar e dal crooner americani, che, in coppia o da soli, danno nuova vita a brani firmati, fra gli altri, da Cole Porter, Irving Berlin (Cheek to Cheek, Let’s Face the Music and Dance), Duke Ellington e Irving Mills (Sophisticated Lady, It Don’t Mean a Thing If It Ain’t Got That Swing). La registrazione del disco, che era stato annunciato nel settembre 2012, è cominciata nella primavera del 2013. Galeotto fu The Lady Is a Tramp, cover del 2011 contenuta nell’album di Bennett Duets II, dove Lady Gaga dava già un assaggio del suo spirito swing. E che swing!

L’album si apre con Anything Goes, che è stato estratto come primo singolo. Il brano fu scritto nel 1934 da Cole Porter, autore di un’altra traccia presente nella raccolta, Ev’ry Time We Say Goodbye, cantata dalla sola Gaga. Fra gli assoli di quest’ultima compare anche Bang Bang (My Baby Shot Me Down), per la quale la Germanotta ha ricevuto il plauso su Twitter dell’amica Cher, al cui look si è ispirata per la campagna natalizia dell’azienda di abbigliamento H&M, della quale sarà la testimonial insieme allo stesso Bennett. Come secondo singolo per promuovere il disco è stato scelto lo standard I Can’t Give You Anything But Love, scritto nel 1929 da Jimmy McHugh (musica) e Dorothy Fields (testo).  Le sue note ci riportano indietro all’atmosfera forsennata che ha animato gli anni ruggenti.

Fra le altre tracce contenute nell’album, merita una menzione particolare la cover di Nature Boy, celebre per la versione realizzata qualche anno fa per il film Moulin Rouge!, ma che fu originariamente composto nel 1941 da eden ahbez e registrato per la prima volta sei anni dopo da Nat King Cole. L’arrangiamento che compare in Cheek to Cheek include un assolo al flauto di Paul Horn, mancato solo pochi giorni fa, che, come nella celebre opera musicale di Mozart, ipnotizza gli ascoltatori con il suo strumento magico.

Ascoltare questa raccolta di classici significa respirare l’aria fumosa che aleggiava nei locali e nelle sale da ballo di New York più di 60 anni fa. Citando la title track, “sono in paradiso e il mio cuore batte tanto che non riesco a parlare e mi sembra di trovare la felicità che cerco quando siamo fuori insieme” al suono Cheek to Cheek. Cheek to Cheek, del quale sarebbe già in cantiere il seguito, non solo rappresenta un facile acquisto per tutti gli amanti del genere, ma costituisce anche un’originale distrazione per i tutti i Little Monsters, come si definiscono i fan di Gaga, europei in attesa di vedere il loro idolo esibirsi sul palco, nonché un’ottima scusa per ampliare il loro orizzonte musicale a un genere che, per quanto datato, continua a godere di feconda immortalità.

Matteo Daniele

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