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Lana Del Rey – Born To Die

E’ risaputo: il buzz fa salire l’hype. In italiano: il passaparola intorno a nuovo disco genera molta curiosità. Il caso dell’americana Elizabeth Grant – in arte Lana Del Rey – è emblematico: pezzi che spuntano in rete, valanghe di opinioni contrastanti (spesso critiche) e grande imbarazzo nel cercare di categorizzare il suo stile (anche a causa delle interviste dal sapore tattico in cui ha rivelato le sue principali influenze – che spaziano da Kurt Cobain a Britney Spears passando per Elvis e Nancy Sinatra).
Il modo migliore per analizzare e giudicare un prodotto così pompato è cercare di dimenticarsi tutto quello che si è letto e sentito e focalizzarsi su ciò che davvero conta: la musica. E Born To Die è un album che lascia francamente senza parole. Per produzione, anzitutto: gli arrangiamenti non hanno niente a che fare con il pop rumoroso che spopola in radio, preferendo atmosfere più profonde e solenni. Per qualità: la scrittura non è così semplice, tant’è vero che solo dopo ripetuti ascolti si riesce davvero a entrare in sintonia al 100% con il disco. E per interpretazione: la camaleontica voce di Lana Del Rey a tratti ricorda l’eleganza di Grace Jones, in altri momenti si avvicina a una giovane e ispirata Kylie Minogue. Abbasso l’hype, viva Lana Del Rey.

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