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Le Vibrazioni – Le strade del tempo

Le Vibrazioni

Le strade del tempo

(RCA/Sony Music)

Il ?tempo? ? una brutta bestia da affrontare da un punto di vista concettuale. E? una dimensione, quella temporale, che pu? essere misurata con infinite unit?, plasmarsi e rimodellarsi innumerevoli volte. Dipende dal punto di vista. E?, insomma, qualcosa di molto soggettivo. Francesco S?rcina, dalla cui penna (laptop?) nascono tutti i testi de Le Vibrazioni, deve essere molto affascinato e ispirato da questo tema. Le strade del tempo entra nel merito dall?inizio alla fine; non giunge ad una conclusione, ma solo perch? una conclusione non esiste. Il quarto disco della band milanese aspira ad essere un concept album e lo ?, almeno da un punto di vista lirico. La lenta gestazione (3 anni da Officine Meccaniche) si spiega con la cura che si deve a tutte le fasi di un lavoro cos? complesso. Le strade del tempo entra in un territorio a cui Le Vibrazioni non avevano mai osato avvicinarsi, tanto che i brani migliori (come Ridono gli dei, Respiro, Parlo col vento) lasciano il campo al disco nel suo complesso. Questo pu? anche significare che di grandi pezzi non ci sia traccia, ma pure che in Italia siamo in grado di concepire un disco che non sia solo una sequenza di buone canzoni.

Gianni Olfeni

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