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Linea 77 La speranza è una trappola (part 1)

Linea 77 la speranza è una trappola recensioneLinea 77
La speranza è una trappola (Part 1)
(INRI)

Il nuovo EP dei Linea 77, La speranza è una trappola (part 1), parte con una sassata che riporta la band alle coordinate crossover rap/metal con cui aveva sfondato all’inizio degli anni Zero: Il Veleno fa istantaneamente capire all’ascoltatore che i torinesi hanno voglia di tritare chiappe e di pestare durissimo, come non facevano davvero da molto tempo. L’elettronica galvanizza e accompagna un brano perfetto per dare il via a un cd, Nitto e Dade sbattono le nostre teste contro il muro senza pietà. Ed è un dolore che fa godere. La Musica è finita è una constatazione senza peli sulla lingua, tuttavia può apparire un po’ troppo distruttrice e fine a se stessa, visto che il gruppo stesso sintetizza in fin dei conti che “è così che va la vita”.

“Cimiteri di troie, calciatori e merde sotto il sole che mai diventeranno fiori”, con annessa declamazione del programma giornaliero/settimanale che monopolizza i nostri cervelli da troppi anni, è invece il piatto forte della titletrack: un’altra coltellata a tradimento, che cita un’espressione famosa del compianto Monicelli, provoca angoscia e sprizza rabbia da far paura. Un Uomo in Meno è un gran pezzo che riesce a switchare con naturalezza tra rap, armonie acustiche e accelerazioni elettriche centrali; Avevate Ragione Voi riporta l’attenzione sui fatti di Genova del 2001, inserendo nel pezzo le agghiaccianti intercettazioni telefoniche tra le forze dell’ordine rese recentemente note sui quotidiani nazionali. La Caduta infine presenta la collaborazione con gli LNRipley, in un pezzo sperimentale che si basa su una struttura pesantemente dubstep: il difetto principale della canzone è che conclude troppo presto un lavoro davvero eccellente, che lascia la voglia di ascoltare al più presto la seconda parte dell’opera e che fa chiaramente capire che i Linea 77 sono in grande forma.

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