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Litfiba – Stato libero di Litfiba

Litfiba

Stato Libero di Litfiba

Sony Music

Aprile 2010. Milano, Roma, Firenze (2 volte), Acireale. Cinque concerti per celebrare la reunion tra Piero Pel? e Ghigo Renzulli, anima e cuore (o viceversa, fate voi) della band che pi? ha significato per il rock italiano. Una vera e propria festa in 5 atti, un party itinerante che ha riavvicinato i Litfiba a quel pubblico che era gi? lontano prima dello scioglimento, prima cio? di Mondi sommersi e, soprattutto, Infinito (album registrato a divorzio consumato, nel 1999, non a caso totalmente escluso dalla scaletta dei concerti). Il feeling con la gente, quella gente, ? totale: brani come Cangaceiro, Bambino, Tex, Cuore di vetro, Maudit scaldano il cuore e trasformano la frustrazione ? per questi anni buttati via – in energia, in un gioco di rimbalzo tra palco e platea. Una sorta di rito liberatoria di massa, un momento probabilmente unico e irripetibile nella storia del gruppo guidato da Pel? e Renzulli. Tutto questo ? quello che si trova in Stato Libero di Litfiba. Un doppio album live (registrato a Firenze) che cristallizza la carica emotiva dei concerti della reunion, riportando la band toscana ad uno status che nella seconda met? dei Novanta era venuto meno, a quel fascino che i Litfiba avevano fino alla pubblicazione di Spirito (1995). E qui si arriva al nodo cruciale. Cosa e come saranno i Litfiba d?ora in poi? Una prima risposta provano a darla i due inediti contenuti nel live, Sole nero e Barcollo. Rock senza mezze misure, con Pel? nuovamente libero di costruire il suo impianto accusatorio per incastrare l?imputato di sempre, l?ingiustizia sociale. Due brani onesti che lasciano presagire un altrettanto onesto futuro. Abbastanza lontano, per?, da quel passato in cui i Litfiba hanno indicato la via, innovatori, provocatori, ribelli, interpreti unici di un sentimento generazionale senza altri interlocutori (musicali). Quel passato che Stato Libero di Litfiba mette in cornice. E che appende al muro.

Daniele Salomone

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