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Litfiba Trilogia 1983-1989 Live 2013 recensione

Litfiba Trilogia 1983 1989 Live 2013 recensioneLitfiba
Trilogia 1983-1989 Live 2013
(Sony Music)

Abbiamo già celebrato su queste pagine l’incredibile rivisitazione della Trilogia del Potere che i Litfiba hanno portato per ben quattro volte sul palco dell’Alcatraz di Milano. Giusto prima delle nuove date del tour italiano, esce su supporto ottico la testimonianza di questa incredibile esperienza. Questo non è un live ritoccato in studio, non ha al suo interno Regina di Cuori o tanto meno El Diablo, non ha singoloni radiofonici ma al contrario è la fedelissima riproposizione di quanto accaduto a fine gennaio.

Sono stati ovviamente settati ad hoc i volumi della band e del pubblico, ma la sensazione di evento e l’entusiasmo travolgente che i fans hanno riversato sul gruppo (grandiosi i cori “Gianni Gianni” o “Antonio Antonio” dedicati a Maroccolo e Aiazzi tra un pezzo e l’altro, o la partecipazione sull’opener Eroi Nel Vento e su Apapaia) sono perfettamente trasmessi nelle due ore di track listing. Scaletta che ha escluso solamente Paname dalla setlist di allora, offrendo quelle chicche assolute rispondente ai nomi di Transea e Versante Est, pezzi non contenuti nemmeno nel primo album Desaparecido ma addirittura antecedenti a quella release. Gli arrangiamenti sono stati rispettati in maniera praticamente impeccabile, fa giusto eccezione una favolosa La Preda riproposta in chiave “rock and roll abbestia” (come diceva Piero nel lontano e altrettanto stupendo live Colpo di Coda), mentre anche le sparate Cane e Amigo suonano come nei gloriosi anni ottanta.

I cinque sono on fire: vocalmente impeccabile Pelù, che dimostra ancora una volta di essere uno dei più grandi frontman italiani di sempre, benissimo la vecchia guardia GhigoMarokAiazzi sorretta dall’inesauribile dinamo rappresentata dal bravissimo Luca Martelli, drummer ma anche backup vocalist di livello assoluto.Un prodotto da consigliare senza riserve a chi apprezza la musica di qualità, un vero e proprio pezzo di storia che non può mancare dalla collezione di ogni rockettaro che si rispetti.

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