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Lou Reed & Metallica – Lulu

Le innumerevoli collaborazioni del rock & roll hanno da sempre suscitato interesse, generando spesso pareri discordi riguardo gli  intenti e la riuscita delle combinazioni musicali, e radunando nello stesso tempo languidi elogi e pungenti e spietate critiche.

Non venendo meno al collaudato processo, anche questo atipico e atteso matrimonio non passerà indenne. L’amore sbocciato un paio d’anni fa, in concomitanza della festa per i venticinque anni della Rock & Roll Of Fame, ha portato in studio due epoche, due stili, due generazioni quasi opposte o comunque parallele. I due amanti si toccano, si sfiorano, ma quasi mai si abbracciano e scambiano vere effusioni, creando solo in parte un vero disco comune. Reed canta alla sua maniera ed esercita reading surreali,  i four horsemen pestano quasi sempre come dei dannati, annullando praticamente il solo Hetfield, che lascia spazio per gran parte del disco alla magnetica voce di Lou. Pochi sono i momenti dove il mettersi in discussione genera qualcosa di completamente diverso: più facile, ma meno intrigante a nostro parere, mettersi solamente l’uno al servizio dell’altro, senza veramente attuare una rivoluzione.

Le parti migliori del lavoro si svelano quando i Metallica decidono di consegnare il palco all’ex Velvet, spegnendo in parte i loro distorsori, e concedendosi alla fusione poetica in un oneroso e doveroso rispetto. Un’opera sonora maestosa, conturbante e complicata, da ascoltare e riascoltare senza pregiudizi e stereotipi, cercando di capirne l’essenza e il vero significato.

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