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Maria Gadù Mais Uma Página

Per Maria Gadù è giunto il fatidico momento del secondo disco Mais Uma Página.

Un ritornello super appiccicoso e un titolo strambo che non significa niente sono stati la combinazione vincente per permettere a Maria Gadù di uscire dal suo Brasile ed esportare un po’ di sana musica popolare brasiliana.

Parliamo ovviamente di Shimbalaiê, che lo scorso anno ha impazzato per un bel po’ sulle frequenze delle radio nostrane. I numeri la dicono lunga, il singolo nel nostro paese è arrivato sparato alla numero uno delle classifiche e l’album che lo conteneva si è arrampicato fino alla quattro.

Adesso però anche per la brava e fortunata artista brasiliana è giunto il fatidico momento del secondo disco. Mais Uma Página è la prova materiale dell’evoluzione artistica e personale della cantautrice. Lei stessa afferma che per questo lavoro si è dedicata alla ricerca di nuovi suoni, sperimentazione che ha dato i suoi frutti e si avverte fin dalle prime note. Sonorità mature e melodie raffinate caratterizzano i quattordici pezzi dell’album, che vanno masticati e metabolizzati per bene per poi poterne godere come si deve. Certamente però non manca qualche episodio orecchiabile e di facile presa, uno su tutti Oraçao Ao Tempo, cover della canzone del famoso musicista brasiliano Caetano Veloso.

Filo conduttore rimane la voce calda e sensuale di Maria e i testi in portoghese, che magari non tutti capiranno, ma che colorano i brani di una splendida musicalità e di un fascino esotico che conquista.

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