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Mark Knopfler Privateering

Recensione Mark Knopfler PrivateeringMark Knopfler
Privateering
(Mercury Records) 

La carriera dei grandi artisti e’ costellata di momenti di particolare magia, dove tutto quello che si tocca diventa oro zecchino. Dopo una vita da condottiero nel mito Dire Straits, il cammino di Mark da solista e’ lungo e tortuoso, spesse volte apprezzato dai critici, ma a volte snobbato dai nostalgici di Romeo And Juliet e Walk Of Life, come se il nuovo percorso dovesse riprendere a tutti costi il passato, a colpi di amarcord e facili hit da karaoke. Oggi, dopo decenni passati ad ispirare ed a ispirarsi, ed un recente tour con Dylan di livello stratosferico, ritorna con un doppio album di inediti,  caldo, coinvolgente, pieno di classe e di riferimenti pregiati. Tutto e’ soffuso, contaminato, fra ballate acustiche, toccanti atmosfere folk , cadenze country e soprattutto una cospicua dose di caro e vecchio blues. Negli anni, il suo modo di suonare che fin dal principio ha fatto scuola, si e’ maggiormente raffinato e la sua voce si e’ fatta piu’ spessa e comunicativa, incastonata fra sfumature cantautoriali impalpabili e testi riflessivi. Capitanati dall’ amico fraterno Guy Flatcher, vecchio compagno di merende fin dai tempi degli Straits, al suo fianco ci sono i soliti amici di sempre, che rendono la resa complessiva del lavoro pulita e  limpida, con picchi di maestria compositiva di nobile fattura. Le sonorita’ del nuovo e del vecchio continente  si ricorrono e si fondono in un’ ambientazione solare e confortevole, a volte graffiante, a volte minimalista, spesso essenziale ed estremamente rilassante. Un lavoro ottimo quindi, che ci scaldera’ il cuore  nelle imminenti notti d’inverno e che sara’ l’elemento centrale del tour che nella prossima  primavera/estate tocchera’ l’ Italia. Ascoltatelo con cura e pazienza, prendendovi il tempo necessario e conterete i giorni mancanti per vedere il fuoriclasse di Glasgow davanti ai vostri occhi.

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