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Mark Lanegan Band – Blues Funeral

Una carriera non certo frenetica quella dell’ex cantante degli Screaming Trees. Ben otto anni sono passati dal suo ultimo disco solista, Bubblegum, anche se questo lungo periodo di tempo riempito con collaborazioni prestigiose (Queens Of The Stone Age, per esempio) e duetti con l’affascinante Isobel Campbell e con l’amico Greg Dulli nei Gutter Twins.

Mark Lanegan Band
Blues Funeral
(4AD)

Una carriera non certo frenetica quella dell’ex cantante degli Screaming Trees. Ben otto anni sono passati dal suo ultimo disco solista, Bubblegum, anche se questo lungo periodo di tempo riempito con collaborazioni prestigiose (Queens Of The Stone Age, per esempio) e duetti con l’affascinante Isobel Campbell e con l’amico Greg Dulli nei Gutter Twins. E sono proprio i vecchi compari a formare la band con cui Lanegan si accompagna per Funeral Blues, da Dulli a Josh Homme passando per Jack Irons e Alain Johannes, e si sa che le cose fatte “in famiglia” sono spesso le migliori. Anche per questo motivo, l’album ci restituisce un Mark in forma smagliante, convincente come non capitava da molto tempo. La partenza di Gravedigger’s Song è bruciante: chitarre ammalianti, ritmica ipnotica e quella voce che non ha eguali nel panorama musicale. Sono rock e blues a fare da tappeto sonoro alle intense interpretazioni di Lanegan, da Riot In My House a Phantasmagoria Blues, ma la vera sorpresa è un quasi omaggio ai New Order in Ode To Sad Disco, un brano new wave intenso che segna uno degli apici dell’album.

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