Liberatevi dei preconcetti e capirete il grande valore di Lunga attesa dei Marlene Kuntz

Marlene Kuntz lunga attesa recensione

Se scrivi un album come Lunga attesa nel 2016, a più di 20 dal tuo primo disco e a più di 25 anni dai tuoi esordi, significa che hai ancora voglia, che non sai accontentarti e, soprattutto, che hai continuato a vivere nella complessità del mondo reale. E questi, a prescindere dal risultato finale, sono grandi meriti. Tanto più in un mondo spesso autoreferenziale (e autoreferenziato) come quello della musica. E tanto più in un sottobosco come l’underground al quale i Marlene Kuntz dovrebbero appartenere.

Poi naturalmente uno con il risultato finale deve fare i conti. Ma va da sé che quel risultato sia positivo se le premesse erano quelle. Il che non significa essere di fronte all’album che darà un senso al 2016 della musica italiana o che salverà l’ego dei perenni cultori della religione del rock duro e puro, senza compromessi. Cose che peraltro con ogni probabilità ai Marlene non interessano affatto. Perché loro scrivono musica per una personale esigenza di comunicare qualcosa, non certo per compiacere una presunzione di fondo, ossia quella di essere gli unici depositari di quel culto. Culto che peraltro sta diventando sempre più integralista con il presunto avvicinarsi della fine. Il Rock è morto!

Marlene Kuntz lunga attesa recensioneEcco, perché questa lunga premessa? Perché Lunga attesa è un bel disco, un album riuscito e per nulla scontato se si pensa appunto al quarto di secolo della band. E lo è a maggior ragione se lo si ascolta senza idee precostituite, né a tutti i costi verso la salvaguardia del cosiddetto underground né contro la follia iconoclasta del pop. Per quanto pop possa esserci in un album dei Marlene Kuntz: il ritornello di un pezzo come Formidabile, pur mascherato dalle distorsioni e dalle chitarre elettriche, è quello che più si può avvicinare al “pop” secondo Cristiano Godano e compagni.

Sarà anche scontato dirlo, ma non aspettatevi hit o canzoni che vi possano restare appiccicate al primo ascolto (anche se la scelta di Fecondità come primo singolo è stata decisamente azzeccata). Siamo di fronte a un album, non a una collezione di canzoni. E in questa ostinazione nel voler dare un senso a quanto scrivono sta tutta la cifra artistica dei Marlene Kuntz. O il loro appartenere alla vecchia scuola, se preferite. Quella che pensa che un album debba essere ascoltato dall’inizio alla fine. E questo vale sia per la scelta di un certo tipo di “rumore”, che garantisce al disco una continuità e un’omogeneità ormai rare, sia per i testi, che si sposano perfettamente alla rabbia che traspare dalla musica. Ecco, i testi. Evito paragoni espliciti perché poi il rischio è quello di creare una contrapposizione che non serve a nessuno, ma Cristiano Godano dimostra che si può fare ricerca musicale e ad essa accostare parole che abbiano un senso. Senza la scusa di aver composto in inglese e poi di vedersi costretto a inserire l’italiano, una lingua così poco musicale. Tutte cazzate. Lunga attesa è la prova che si può suonare in Italia con la qualità di artisti internazionali usando però la nostra lingua senza che risulti in alcun modo forzata (taluni esempi che non farò) o insensata (altri esempi che non farò).

Ultima cosa. Mi permetto di nominare un qualcosa più che un qualcuno: Sanremo è alle porte e porterà con sé tutte le sue canzoni a tema “amore” probabilmente insipide (per non dire di peggio). Nel decimo album in studio della band ci sono 12 canzoni sui più svariati argomenti. C’è anche l’amore, naturalmente. Ma non è mai trattato in modo banale, e soprattutto non è trattato in maniera esclusiva. C’è l’oggi: come si diceva all’inizio i Marlene Kuntz vivono nel mondo reale. Ascoltatevi Narrazione e capirete quello che si intende. Ascoltatevi Niente di nuovo e arrabbiatevi ben di più di quanto la musica suggerirebbe.

Non urliamo al capolavoro, ma senza dubbio i Marlene Kuntz dimostrano di avere ancora molto da dire in un panorama italiano sempre più appiattito e banale.

Lunga attesa

Canzoni
Narrazione Durata: 03:31 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
La noia Durata: 04:26 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Niente di nuovo Durata: 06:58 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Lunga attesa Durata: 06:15 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Un pò di requie Durata: 03:14 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Il sole è la libertà Durata: 03:38 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Leda Durata: 05:16 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
La città dormitorio Durata: 05:2 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Sulla strada dei ricordi Durata: 07:1 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Un attimo divino Durata: 05:14 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Fecondità Durata: 04:17 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa
Formidabile Durata: 04:51 Riproduci Acquista dall'album: Lunga attesa

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