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Maxïmo Park The National Health

Maxïmo Park
The National Health
(V2 Records)

Se il tuo nome arriva dal Maximo Gomez Park, il luogo d’incontro dei rivoluzionari cubani all’Havana, non puoi essere un progetto che ha poco da dire. E se, dopo aver iniziato suonando musica d’avanguardia strumentale, quando decidi di fare sul serio, in piena rivoluzione indie, il tuo primo disco (A Certain Trigger) viene premiato con il Mercury Prize come miglior album (2005), allora sei un predestinato. E diventi uno dei progetti migliori degli anni Zero. A distanza di sette anni e due dischi pubblicati con alterni successi, però, lo scenario è cambiato. Perché il dubbio che i Maxïmo Park non possano fare quel passo che li consacri sta diventando una convinzione, come se fossero rimasti schiacciati dal successo (artistico e commerciale) del primo album. Quindi, il quarto lavoro in studio, The National Healt, rappresenta un crocevia per la storia del gruppo. Il leader, Paul Smith, dopo l’esperienza solista del 2010, è tornato carico di idee e sensazioni. «Il disco vuole riprendere le redini del nostro futuro, in un momento in cui il mondo sta perdendo il controllo. Non vogliamo parlare per tutti, ma lasciare un messaggio importante: prendetevi cura di voi stessi». L’intento è nobile, l’album si fa ascoltare bene, ha pezzi come Hips And Lips e Reluctant Love che riportano alla mente l’ispirazione dei giorni migliori, ma è sicuramente distante dall’essere una prova memorabile.

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