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Motel Connection Vivace recensione

Motel Connection Vivace recensioneMotel Connection
Vivace
(LP & Friends)

Vivace. Il titolo del nuovo album dei Motel Connection fa riferimento all’indicazione dell’andamento sugli spartiti di musica classica, in vigore in particolar modo prima dell’introduzione del metronomo. Con “vivace” si intendono circa 140 battiti per minuto, quelli tipici della musica dance per intenderci. A me personalmente ricorda quei ragazzini che non stanno mai fermi, con i genitori che li guardano e dicono, quasi scusandosi: «Sì, mio figlio è un po’ “vivace”». Non propriamente un bravo bambino, insomma.

Queste due descrizioni riassumono alla perfezione il nuovo lavoro di Samuel, Pisti e Pierfunk. Perché Vivace è un disco prepotentemente dance, pur con la volontà di non adagiarsi troppo su certi stilemi della musica da ballo. Ad esempio nel primo singolo Midnight Sun la linea vocale detta legge su suoni comunque elettronici. Oppure nel riuscito tentativo di ibridazione col rap di Vertical Stage, dove le rime di Ensi diventano a tutti gli effetti uno strumento nelle mani del disk jokey, come dichiara lui stesso nel refrain: «Non dite al mio Dj quale pezzo passare, se non gira a 130 non lo riesce a mixare» (e anche qua il riferimento è sempre ai bpm del tempo “vivace”). I momenti smaccatamente dance sono in ogni caso predominanti, Hit My Soul su tutti, tanto che l’ascolto del disco in cuffia può lasciare un attimo intontiti, ma promette delle belle soddisfazioni in fase di live.

Rispetto al precedente H.E.R.O.I.N. l’equilibrio negli arrangiamenti è trascurato, l’importanza delle line vocali e melodiche è nettamente in secondo piano, sacrificate per la ricerca e la reiterazione ostinata della pulsazione giusta per far ballare. Rimane questa l’ambizione principale del nuovo album del trio piemontese, nato più per essere pompato dai subwoofer di qualche club che non per gli auricolari dell’iPod.

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