Il nuovo album dei Mumford & Sons è piacevole, ma niente di più

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I Mumford & Sons spiazzano tutti e con il terzo album Wilder Mind danno una svolta rock alla loro musica. Una scelta dettata dall’esigenza di non tradire se stessi, ma che non ottiene risultati particolarmente positivi.

Il rischio è di quelli enormi: l’equivalente di recidere con un colpo secco il cordone ombelicale che lega i Mumford & Sons al proprio passato. Un passato di grande e fulmineo successo, frutto di scelte quantomeno bizzarre o comunque fuori contesto rispetto ai costumi della scena rock – come l’implementazione di strumenti acustici fuori moda e fuori dal tempo (vedi il banjo) e l’utilizzo con il contagocce della batteria (sostituita da infiniti strati di suoni a elevare l’impatto ritmico dei brani).

Diciamolo senza tante esitazioni: con Wilder Mind il quartetto di Londra si standardizza. L’ascolto del singolo Believe aveva già messo in chiaro la situazione, confermata in maniera convinta dalle confessioni dei ragazzi sul fatto che tale strada fosse a oggi l’unica percorribile dalla band. La loro speranza è che il cambio radicale di stile non venga frainteso: guai a pensare che sia stata una mossa pianificata per occupare un posto ancora più rilevante nella scena mainstream.

E in effetti un argomento che gioca a loro favore è sotto gli occhi di tutti: i Mumford & Sons nelle grazie degli ascoltatori di mezzo mondo ci erano già entrati da un pezzo, peraltro percorrendo una via tutt’altro che scontata. Dunque quale bisogno potevano avere di ricercare un suono più facilmente assimilabile dal grande pubblico? Probabilmente nessuno. Ciò detto, è quasi pleonastico ipotizzare che una buona fetta dei fan della vecchia guardia avrà qualche esitazione a riconoscersi in un disco che – nel bene, nel male o nell’indifferenza – coglie alla sprovvista.

Fortuna che al banco del mixer c’è un personaggio che ne sa parecchio. Quel James Ford (ex Simian e adesso metà dei Simian Mobile Disco) fedelissimo di Alex Turner. Un musicista giovane, eclettico e moderno. Ebbene, i Mumford farebbero bene a tenerselo stretto. Perché per quanto le melodie di Wilder Mind non siano affatto da buttare, il vestito che James confeziona è inattaccabile e diventa l’armatura impenetrabile di un lavoro che avrebbe potuto causare più danni che benefici.

Il risultato è che – pur essendo per ovvie ragioni meno intrigante di Sigh No More e BabelWilder Mind alla fine se la cava: inciampa in un paio di episodi tiepidi (come la title track), ma tra ballad gentili (Cold Arms, Broad Shouldered Beasts), mezzi tempi leggeri (Just Smoke) e brani decisamente più energici (Tompkins Square Park, The Wolf, Only Love) scorre piacevole. Niente miracoli, ma nemmeno condanne senza appello. E dati i presupposti, c’è di che gioire.

Wilder Mind

Canzoni
Tompkins Square Park Durata: 05:11 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Believe Durata: 03:41 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
The Wolf Durata: 03:41 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Wilder Mind Durata: 04:38 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Just Smoke Durata: 03:1 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Monster Durata: 03:56 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Snake Eyes Durata: 04:08 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Broad-Shouldered Beasts Durata: 04:2 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Cold Arms Durata: 02:49 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Ditmas Durata: 03:38 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Only Love Durata: 04:36 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Hot Gates Durata: 04:49 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Tompkins Square Park (Live) Durata: 05:13 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Believe (Live) Durata: 03:49 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
The Wolf (Live) Durata: 03:52 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind
Snake Eyes (Live) Durata: 04:13 Riproduci Acquista dall'album: Wilder Mind

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