The Notwist, una costante ricerca di equilibrio

The Notwist Close to the Glass recensione

I Notwist nel nuovo album Close To The Glass ricercano l’equilibrio tra perfetta canzone pop e sperimentazioni, e ogni tanto riescono a trovarlo. La recensione.

The notwist close to the glass recensione 1I Notwist camminano su una sottile lastra di ghiaccio. Di vetro, anzi, come suggerisce il titolo del loro nuovo album, che arriva a 6 anni dal precedente The Devil, You + Me e a 12 da quel Neon Golden con il quale hanno conquistato il cuore degli ascoltatori. Se a questo aggiungiamo che il disco esce per un’ etichetta di culto come Sub Pop, la grande attesa che accompagna questo nuovo capitolo è più che giustificata.

I Notwist camminano su una sottile lastra di vetro, dicevamo. Perché Close To The Glass, continua la loro ricerca ostinata dell’equilibrio perfetto tra dolcezza pop e irregolari derivazioni elettroniche. Nei dieci pezzi che compongono l’album di volta in volta prevale questa o quella caratteristica. Se Signals, la titletrack o Into Another Tune esplorano le sonorità più elettroniche, irregolari e finemente noisy dell’album precedente, il primo singolo Kong sorprende con un’ orecchiabilità gioiosa che farà un figurone nelle playlist delle radio più indie. Chi cerca ostinatamente il successore di quella perla pop che è Consequence – la canzone che li ha fatti conoscere al grande pubblico – sarà soddisfatto dalla chitarra acustica e dalla voce malinconica di Steppin e dell’ottima Casino. Seven Hour Drive invece spiazza con uno shoegaze degno dei migliori My Bloody Valentine.

La lastra è sottile e ogni tanto il quartetto tedesco scivola, dando l’impressione che alcune tracce (i due minuti e mezzo di From One Wrong Place To The Next o il trascurabile intermezzo The Fifth Quarter Of The Globe) siano appena abbozzate. Ma quando invece i fratelli Acher scovano l’equilibrio giusto (Run Run Run) e riescono a condensare in un solo pezzo melodia raffinata, arrangiamenti coraggiosi e cura per i dettagli, si sollevano di dieci centimetri da quella lastra, e noi con loro.

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