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Paramore Paramore recensione

paramore recensioneParamore
Paramore
(Fueled by Ramen)

Non è facile crescere insieme ai propri fan. Per riuscire a maturare artisticamente continuando ad assecondare il gusto del proprio pubblico bisogna rimanere fedeli a se stessi senza rinunciare a spostare sempre un po’ più in alto l’asticella. Questa nuova opera dei Paramore non è quella della maturità, ma i ragazzi di Franklin, Tennessee, ci stanno provando. Al quarto album – l’esordio discografico nel 2005 con All We Know Is Falling – le coordinate rimangono quelle di un teen rock di stampo americano, energico e accattivante, ma con la volontà, questa volta, di andare un po’ oltre. Si percepisce la necessità di provare altre strade, non solo la più diretta, per arrivare comunque al refrain schitarrato da stadio.

Probabilmente questo cambiamento deriva in parte dall’abbandono dei fratelli Josh e Zac Farro, chitarrista e batterista fondatori della band, che hanno lasciato alla sola Hayley Williams e al chitarrista (fino ad ora in ombra) Taylor York l’onore/onere di comporre le canzoni. Sta di fatto che da tutto l’album traspare la voglia di rinnovamento. Si nota dagli inserti di synth un po’ ovunque, dall’andamento swingato di Grow Up, dal timido ukulele degli interludi (tre pezzi da un minuto l’uno, dove i Paramore fanno le prove per le canzoni da spiaggia), da come la bella Ain’t Fun sfoci addirittura in un coro gospel con tanto di claphands. Questi piccoli esperimenti non risultano eccessivi ma sono perfettamente calati nell’economia del disco. A ricordarci da dove vengono i Paramore ci sono l’iniziale Fast In My Car e Part II che nella prima strofa autocita esplicitamente il successone del secondo album Let The Flames Begins. Ma il meglio lo danno quando assecondano la loro natura alternative-ma-non-troppo, giocando a fare i cuginetti modaioli dei Garbage, o la versione teen ripulita dei No Doubt, come in Anklebiters e in Still Into You.

Menzione a parte per il brano di chiusura Future, una cavalcata semi-strumentale di sette minuti che spazia dal post-rock all’industrial lasciando a bocca aperta chi si aspetta il pop-punk a cui i Paramore ci avevano abituati. Certamente si sente la mano del produttore Justin Meldal-Johnsen (ex Nine Inch Nails), ma se questa è l’idea che la band ha del proprio futuro, la crescita è appena cominciata.

Paramore

Canzoni
Fast In My Car Durata: 03:42 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Now Durata: 04:1 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Grow Up Durata: 03:5 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Daydreaming Durata: 04:31 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Interlude: Moving On Durata: 01:3 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Ain't It Fun Durata: 04:56 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Part II Durata: 04:41 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Last Hope Durata: 05:09 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Still Into You Durata: 03:36 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Anklebiters Durata: 02:17 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Interlude: Holiday Durata: 01:09 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Proof Durata: 03:15 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Hate To See Your Heart Break Durata: 05:09 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
(One of Those) Crazy Girls Durata: 03:32 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Interlude: I'm Not Angry Anymore Durata: 00:52 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Be Alone Durata: 03:4 Riproduci Acquista dall'album: Paramore
Future Durata: 07:52 Riproduci Acquista dall'album: Paramore

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