Patti Smith – Banga

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Patti Smith Banga recensionePatti Smith
Banga
Sony Music

La commovente esibizione all’ultimo Festival di Sanremo, quando in compagnia dei Marlene Kuntz abbiamo ammirato la straordinaria artista che da anni amiamo, aveva portato ai livelli massimi la voglia di ascoltare qualcosa d’inedito firmato Patti Smith. Finalmente l’attesa è finita: dopo otto lunghi anni, ecco il lavoro nuovo di zecca della Sacerdotessa del Rock, che si ripresenta sulle scene offrendoci una stupenda fotografia del nostro tempo, fra ballate riflessive e dolci e liriche taglienti. La sua personale timbrica e i soliti toccanti racconti sono accompagnati da fidi scudieri che confezionano, fra acustico ed elettrico, un tappeto musicale corposo ed appassionato, fitto di pianoforti sussurrati, archi ed accelerazioni rock. Tutto è poetico, in una costante contaminazione di suoni, colori ed intensi significati. Amerigo è un apripista dedicato alle esplorazioni del nostro Vespucci, Fuji-San una dedica al popolo giapponese in debito verso la natura, This Is A Girl un ricordo sofferto e solare in memoria di Amy Winhehouse. Partiture e arrangiamenti sopraffini rendono piacevoli e attraenti tutte le intenzioni di Patti, che con Banga emoziona e coinvolge con la solita classe e il consueto mestiere. Notevole la chiusura con After The Gold Rush, un vento d’estate che scorre leggiadro sulla nostra pelle e penetra la nostra anima. E cosi sia.