Pearl Jam, Lightning Bolt è una bomba!

pearl-jam-lightning-bolt-recensione

Pearl Jam
Lightning Bolt
(Universal)

Se non avessero rallentato negli ultimi tre pezzi, avrei avuto serie difficoltà a non premiare ulteriormente il ritorno discografico dei Pearl JamLightning Bolt è un buonissimo disco, con ogni probabilità il migliore pubblicato da Eddie Vedder e compagni nel nuovo millennio. A quattro anni di distanza da Backspacer e dopo le legittime celebrazioni per il ventennale della pietra miliare Ten, ecco una delle rock band più amate di sempre alle prese con la decima prova in studio, ennesimo traguardo importante per un gruppo che non ha davvero più nulla da dimostrare.

L’impatto frontale della sferragliante produzione colpisce subito in pieno volto con l’opener Getaway: viene voglia di alzare il volume e godersi un brano sempre più incalzante col passare dei minuti. Mind Your Manners è stata da molti paragonata alla storica Spin The Black Circle, colonna di Vitalogy: inutile negare le similitudini, ma a chi storce la bocca dicendo che questo pezzo sappia troppo di già sentito, rispondo felicemente “sti cazzi” mentre pogo felice sul tiratissimo up-tempo. My Father’s Son invece inizia a farmi seriamente pensare di essere tornato indietro di vent’anni, grazie a un basso iper pulsante che apre un’altra bella scossa elettrica.

A riportarmi sulla Terra ci pensa Sirens, che abbassa i tempi e regala il momento ballad che piacerà soprattutto agli ascoltatori occasionali dei PJ. Intendiamoci, è una bella canzone, oltretutto la più lunga, e battute a parte è uno dei migliori momenti di Eddie Vedder nell’intero Lightning Bolt. Con la titletrack si torna a viaggiare veloce, rock a bestia e senza compromessi con accelerazione letale. Le sorprese proseguono con Infallible: arrangiamento curatissimo, suono iper vintage, keys in evidenza in una partitura che a tratti sfocia anche nel funk. Pendulum è sicuramente tra gli highlight dell’intero disco, con un mood assolutamente mutuato da Into The Wild e una teatralità che difficilmente mi sarei aspettato dopo gli schiaffoni iniziali. Con Swallowed Whole si parte in acustico per poi attaccare gli amplificatori, senza però farsi troppo male – magari con un minutaggio superiore l’avrei apprezzata ancora di più. Let The Records Play sa di blues e di Neil Young, anche in questo caso avrei gradito una jam session più lunga, ma la traccia rimane fighissima.

Ed eccoci a quanto dicevo inizialmente, il rallentamento cercato, voluto al termine dell’album. Che, per fare quello che non si accontenta mai, mi lascia un po’ di amaro in bocca dopo tanto ben di dio. Sleeping By Myself è stata ripresa dall’ultimo solista di Eddie, riarrangiata e resa un po’ più corposa rispetto a Ukulele Songs, ma non è certo indispensabile. Per le due (!) ballad conclusive i Pearl Jam scelgono Yellow Moon, (tanto mestiere che difficilmente potrà non piacere ai fan di sempre) e Future Days, con pianoforte e violino ad accompagnare le emozioni conclusive di un lavoro vario, potente e carismatico che in pochi si sarebbero aspettati di ascoltare.

Lightning Bolt

Canzoni
Getaway Durata: 03:26 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Mind Your Manners Durata: 02:38 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
My Father’s Son Durata: 03:07 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Sirens Durata: 05:41 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Lightning Bolt Durata: 04:13 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Infallible Durata: 05:22 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Pendulum Durata: 03:44 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Swallowed Whole Durata: 03:51 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Let the Records Play Durata: 03:46 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Sleeping By Myself Durata: 03:04 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Yellow Moon Durata: 03:52 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt
Future Days Durata: 04:22 Riproduci Acquista dall'album: Lightning Bolt

Commenti

Commenti

Condivisioni