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Phil Collins – Going Back

Phil Collins

Going Back

Atlantic

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“Se non ci fosse stato questo disco non ci sarebbe stato nessun disco di Phil Collins”. L’ex Genesis ha spiegato il senso del progetto con una frase. Ormai in pensione come compositore e in parte come musicista per qualche acciacco fisico – ha persino dichiarato di volersi dedicare alla famiglia che ha trascurato in passato – Phil è tornato in studio soltanto per divertirsi con la musica che più ha amato nella sua vita: il soul della Motown. Going Back è un salto nel passato, intanto perché si tratta di un disco fatto di cover di canzoni degli anni 60; secondariamente si riallaccia a uno dei più grandi successi della carriera solista di Collins, You Can?t Hurry Love, altra cover Motown, del 1982. E poi guarda alla gioventù di Phil, che non a caso ha messo in copertina una sua foto da ragazzino. Ben 18 pezzi rifatti con certosina attenzione filologica al sound originale, ricercato addirittura attraverso sistemi di registrazione ormai superati. E proprio questa fedeltà alle versioni di riferimento è uno degli elementi che più si fanno apprezzare. La gioia di Collins nel cantare questi brani è contagiosa, anche se non tutti i pezzi sono sullo stesso livello e la sua voce dà qualche segno di usura. Ma se di addio si tratta, è fatto con stile.

Massimo Longoni

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