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Phoenix Bankrupt! recensione

Phoenix Bankrupt! recensionePhoenix
Bankrupt!
(V2 Records)

L’intento dichiarato in varie interviste pre-release era quello di sperimentare. Non che la cosa meravigli, visto che l’approccio dei Phoenix è sempre stato in qualche modo fuori dagli schemi tradizionali della musica pop – anche se in passato alcuni loro brani si sono ritrovati nel mainstream, quasi senza farlo apposta. Ad ascolto concluso tale proclama pare esagerato: la vena melodica della band francese rimane sostanzialmente immutata, mentre semmai cambia un poco il modo in cui viene manifestata.

Tanto per essere chiari: le prime tre tracce fanno leva su ritornelli cantabili e d’impatto immersi in arrangiamenti che trovano il giusto equilibrio tra ricordi ottanta e indie rock moderno; le influenze pseudo-orientali palesate nel singolo Entertainment e nella successiva The Real Thing incuriosiscono mischiando nostalgia e energia, mentre Sos In Bel Air sembra quasi un’evoluzione del pensiero new-wave degli A-Ha. Ogni intervallo di frequenza sonora viene imbottito e compresso allo spasmo, ma la confusione è evitata dall’abile lavoro di produzione affidato ancora una volta a Philippe Zdar dei Cassius (le alleanze francesi in campo musicale sono ben note, e nella maggior parte dei casi portano a ottimi risultati). Passando per una Trying To Be Cool che appare forse un po’ troppo piena e leggermente forzata, si arriva all’unico vero esperimento presente in Bankrupt!, ovvero la title-track: si tratta di un’odissea che lascia parlare i synth per più di quattro minuti, per poi accogliere voce e chitarra acustica con un’intenzione progressive e concettuale, con tanto di fade out obbligatorio. Drakkar Noir ci mette un attimo a ri-alleggerire umore e stile; manca perfino un’intro tanto è diretta, ma con i secondi che passano si evolve in un paio di repentini cambi di direzione e qualche piccola follia nell’arrangiamento a respingere l’ordinario. Da applausi l’elegante funk al rallentatore di Chloroform, mentre la marcia di Don’t introduce un altro momento da ricordare del disco: la leggiadra e fatata Bourgeious. I quaranta minuti che compongono il quinto album dei Phoenix si concludono sulle note di Oblique City, che punta su un ritmo incalzante e una melodia che, pur non essendo proprio immediata, riesce comunque a trascinare.

Ci saranno ben poche probabilità di imbattersi in un estratto di Bankrupt! su qualche stazione radio; d’altra parte ci sarebbe da discutere su quanto fosse questo l’obiettivo primario dei Phoenix. Ma perché perdere le speranze a priori? Nel caso capitasse, sarebbe senz’altro un bene.

Bankrupt!

Canzoni
Entertainment Durata: 03:39 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
The Real Thing Durata: 03:22 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
S.O.S In Bel Air Durata: 03:43 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Trying To Be Cool Durata: 03:48 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Bankrupt! Durata: 06:57 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Drakkar Noir Durata: 03:22 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Chloroform Durata: 04:04 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Don't Durata: 03:16 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Bourgeois Durata: 04:53 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!
Oblique City Durata: 03:29 Riproduci Acquista dall'album: Bankrupt!

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