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R.E.M. – Collapse Into Now

R.E.M.

Collapse Into Now

Warner

È ancora possibile considerare un disco inedito dei R.E.M. come un vero e proprio evento? Oppure siamo entrati nella fase di carriera caratterizzata da una fase di pre-pensionamento dorato in cui una band o un artista replicano all’infinito le intuizioni (magari anche molto brillanti) su cui hanno costruito la propria fortuna artistica? Con tutto il bene che vogliamo a Michael Stipe e amici, è inutile negare come Collapse Into Now sia l’ennesima variazione sul tema da parte dei tre di Athens, capaci, di regalare, a seconda dell’umore e dell’ispirazione dischi eccellenti o medi. Nel caso di questo album, siamo più o meno a metà strada, con picchi di classico suono targato R.E.M. – una volta lo si definiva college rock, quando la musica alternativa era… alternativa, appunto – e alcune tracce che non resteranno di certo negli annali della musica. Tra i primi conviene annoverare cose davvero pregevoli come All The Best, It Happened Today, graziata dalla voce del sempre ottimo Eddie Vedder, Alligator Aviator Autopilot Antimatter (un brano tirato che ospita la scatenata Peaches a far da contraltare a Stipe) e la breve That Someone Is You. Spiace invece liquidare la partecipazione di Patti Smith, alla seconda presenza su un disco del gruppo, che non riesce a rendere memorabile una melodia scialba come quella di Blue, che si aggiunge a qualche altra caduta di tono come quella di U Berlin, primo singolo estratto.

 

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