Captain America: Il primo vendicatore

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Come già fu per Spider-Man, il personaggio mantiene il nome originale non tradotto ed è meglio abituarsi da subito a chiamarlo come si deve, Captain America: Il primo vendicatore. Il fumetto fu ideato da Joe Simon e Jack Kirby nel 1941 e ripreso una ventina d’anni più tardi dall’immortale Stan Lee. Il primo album uscì in piena Seconda Guerra Mondiale ed è da qui, dalla genesi dell’eroe, che il film comincia. Il giovane Steve Rogers decide che è tempo di far fuori qualche nazista, perché disgustato dalle ideologie di quella gente. Arruolarsi nell’esercito è il primo passo, considerato che non gli mancano buona volontà, determinazione e quel personale desiderio di rivalsa comune a molti supereroi. Il suo problema è un altro: è piccolo, esile e fragile come un grissino. Non ritenuto idoneo, ovviamente, si vede proporre dal generale Chester Phillips un programma sperimentale che mira a potenziare incredibilmente le facoltà fisiche e cerebrali di un uomo per farne un super soldato. È fatta, 30 kg in più in 30 secondi, tre mesi di addestramento e Captain America è pronto per la sua prima missione, nei migliori cinema anche in 3D dal 22 luglio. Dopo Thor, dunque, la Marvel punta tutto sull’atmosfera retrò dei film di guerra dove lo stacco netto rispetto agli altri fumetti adattati per il cinema riguarda soprattutto l’estetica, a cominciare dal costume. Vedere Chris Evans con divisa in cuoio e pelle sopra i suoi possenti muscoli è già piuttosto accattivante e ammirarne le gesta nel contesto storico offre un’alternativa accettabile. Il regista Joe Johnston aveva già realizzato qualcosa di molto vicino nel 1991 con il poco fortunato Rocketeer, ambientato nello stesso periodo. Ma quel contesto non durerà per Captain America. L’eroe a stelle e strisce sarà di ritorno in un sequel ambientato ai giorni nostri, ma prima ancora nel film dei Vendicatori insieme ad Iron Man (Robert Downey Jr.), Black Widow (Scarlett Johansson), Hulk (Mark Ruffalo) e Thor (Chris Hemsworth). E ora tutti in piedi per l’inno nazionale americano.