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Generation. On. Dope Ghosts

Recensione Generation On Dope GhostsGeneration.On.Dope 
Ghosts
(Futurebeat Ltd.)

A distanza di tre anni dal debutto omonimo i Generation.On.Dope fanno il loro ritorno con quello che può essere considerato a tutti gli effetti un ottimo disco. Ghosts è frutto di anni spesi su palchi nazionali (e non) al fianco di compagini note nell’ambiente alternative rock, tipologia di musica che molto ha dato a quest’ultimo lavoro del quartetto varesino. Il DNA delle canzoni qui proposte riprende a larghi tratti la formula statunitense, vale a dire: riff accattivanti, ritornello contagioso e tanta melodia al seguito. Non stiamo parlando dei nuovi Fall Out Boy sia chiaro, semplicemente ci troviamo di fronte a un progetto ambizioso che molto ha da offrire, specie a chi è solito confrontarsi con band come Papa Roach e Creed. Ma Ghosts ha diverse carte a suo favore, persino quella del poter stravolgere ogni schema e affrontare a muso duro ritmiche sostenute e alti dosaggi d’adrenalina come il rock’n’roll insegna. Una varietà di soluzioni che non può far altro che avvicinare ai Generation.On.Dope diversi tipi di ascoltatore: dall’ascoltatore distratto abituato a sorbirsi ogni singolo radiofonico a quello più esigente in fatto di tecnica strumentale. A evidenziare ancor più la sicurezza di questi musicisti ci pensa una versione molto intima e riuscita del brano “Burn” dei Cure, scelta ardua ma andata a buon fine. Licenziati dall’etichetta inglese Futurebeat Ltd i Generation.On.Dope si candidano di diritto tra le band da seguire per i prossimi mesi, merito soprattutto di questo sorprendente Ghosts.

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