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Kiss Monster

Recensione Kiss Monster Kiss
Monster
Universal

“No Filler, No Ballads, Just Full Throttle Rock ‘n’ Roll”. È la scritta che compare sullo stickers rosso appiccicato sulla copertina del nuovo album dei quattro cavalieri mascherati. Come a ribadire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il marchio di fabbrica dei Kiss non bada ai fronzoli, ma va dritto al cuore della musica che in tanti anni di storia ha conquistato il mondo: il rock. Ascoltando con attenzione il loro ventesimo lavoro in studio, è tutto vero: il ritorno del gruppo americano è denso di chitarre potenti e ritmiche sostenute, senza pause, tentennamenti smielati e senza sopratutto le noiosissime ballatone strappalacrime. Tutto gira intorno agli ingredienti base della loro fortunata carriera: essenzialità, divertimento, liriche scontate e hard rock: semplice ma efficace. In gran spolvero i superstiti membri fondatori: la “stella” Paul Stanley che produce anche il disco, ed il vampiresco Gene Simmons, potente e graffiante sia nei cori che nei pezzi da lui interpretati come voce solista. Duro ed incalzante il riff iniziale di Hell Or Halleluyah, primo singolo estratto, sensibile l’influenza anni ’80 nella conturbante Eat Your Heart Out. Intendiamoci: la fase compositiva e creativa della band è ovviamente in sensibile calo di originalità, ma se pensiamo che tra poco festeggeranno i quarant’anni di carriera, i ragazzacci di New York sono in ottima forma e sfoderano ancora quella sfrenata voglia di trasgredire, disobbedire e di far festa, che dovrebbe essere la benzina per i giovani ribelli di tutto il pianeta. “I wanna rock and roll all night, and party every day”. Loro ci credono ancora.

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