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Rihanna Anti recensione

Con Anti Riri pone le basi per la nascita di una nuova Rihanna

Anti è la storia di una popstar che ha sfornato per anni hit mondiali senza mai curarsi più che tanto di quello che le proponevano di cantare, e che poi un giorno si è svegliata e ha deciso di fare le cose a modo suo. Se da Music Of The Sun fino ad Unapologetic Rihanna aveva sempre confezionato (con l’aiuto di una pletora di produttori e consiglieri) singoli pensati apposta per conquistare le vette delle classifiche mondiali, questa volta fa l’esatto opposto: mette assieme un album a tratti ostico, fatto di brani privi di ritornello, strascicati, alle volte appena abbozzati, che anche nei suoi momenti più orecchiabili – vedi il singolo Work – concede poco all’ascoltatore casuale.

Rihanna Anti recensioneÈ un disco che cerca la rottura, che dice chiaro e tondo “non faccio più niente per compiacervi, ma mi ascolterete lo stesso perché io sono Rihanna”. E il risultato è anche interessante. Ma il punto di forza di Anti è anche il suo tallone d’Achille. Perché se Rihanna fa quello che vuole, lo fa con scarsa concentrazione. Le tredici tracce del disco mancano infatti di un collante e di una messa a fuoco, sono più che altro episodi affiancati gli uni agli altri, come potrebbe anche funzionare per un disco di singoloni pop, ma non per un album che si propone di essere qualcosa di più.

A uscirne al meglio, semmai, è la voce della popstar delle Barbados, che libera da ritornelli su misura si spalma piacevole sulle tracce eteree di brani come Same Ol’ Mistakes e James Joint. E questa “nuova Rihanna”, con un po’ di perseveranza, potrebbe riservare interessanti sorprese per l’immediato futuro.

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