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Serj Tankian Harakiri

Serj Tankian
Harakiri
Serjical Strike Records

Tankian è uno dei pochi artisti che ha qualcosa da dire in ogni canzone, in ogni album, riuscendo a cambiarne ogni volta l’impronta musicale. Nel suo primo disco solista, dopo la separazione dai System Of  A Down, andava dritto al cuore dei problemi dell’America (nel video di Empty Walls, chiaro è il riferimento ai fatti che hanno coinvolto l’esercito americano in Iraq e Afghanistan) con sonorità heavy e progressive metal. Con Imperfect Harmonies, suo secondo album, cambiava tutto: suoni elettronici e sinfonici, la cui influenza veniva dall’esperienza di Elect The Dead Symphony del 2009 (nella quale Serj rivisita grazie all’Auckland Philharmonia Orchestra il suo primo album). Ora, con Harakiri, presenta il suicidio culturale e sociale del mondo attraverso i suoi occhi, le sue sensazioni e la sua musica, spostando ancora una volta il tiro. Qui Tankian ritorna all’hard rock, mescolando, però, atmosfere mediorientali (come Ching Chime) e qualche accenno punk (soprattutto in Cornucopia e Figure It Out). Sorprende Serj, perché con questo lavoro riesce cogliere un aspetto cruciale dei nostri giorni: siamo giunti al punto in cui non possiamo reggere oltre questo stile di vita alienante. Forse, il vero Harakiri è non ascoltare questo disco.

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