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Ska-P 99% Recensione

Ska p 99 recensioneSka P
99%

(Warner)

Certi gruppi sono una sicurezza. Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma loro continuano a darti quello che promettono. E, soprattutto, che ti aspetti. Gli Ska-P, per esempio. A 5 anni dalla reunion e a 4 dal successivo album, la band madrilena sforna il settimo disco di studio. La formula è sempre la stessa, il miscuglio di ska e punk a cui il loro nome fa riferimento con ritmiche in levare fatte apposta per il pogo, chitarre incazzarecce che strizzano l’occhio all’hard rock, i classici fiati ska e ovviamente testi politici e militanti. L’inno perfetto per una manifestazione studentesca o per un concerto all’aperto ad estate inoltrata. Ovviamente cambiano le tematiche, aggiornate al 2013, come si intuisce dal titolo dell’album – il titolo, 99%, è un chiaro riferimento al movimento Occupy e a tutte le proteste sociali che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Ma bisogna rendere giustizia al gruppo: certe cose le hanno sempre dette e c’è un’intera discografia a dimostrare che non stanno semplicemente cavalcando l’onda.

L’intro strumentale Full Gas è la loro One Step Beyond (quella dei Madness). Il singolo Canto A La Rebellion riporta con la mente a El Vals Del Obrero, uno dei primi successi del gruppo, l’incedere festaiolo di Alì Babà promette bei momenti in occasione dei live, come anche la carica rock di Maquis. E sul finire rimane pure un po’ di spazio per il reggae arioso e malinconico di Africa Agònica, invito a non dimenticare il grande continente.

Gli Ska-P e la loro musica sono la classe operaia. E il riferimento in questo caso non è politico o di contenuto ma di metodo. Prendono i pezzi e li montano, costruendo canzoni che funzionano sempre e raggiungono il loro scopo, precisi come addetti alla catena di montaggio. Le puoi ballare, ci puoi pogare sopra, le puoi urlare a squarciagola, ti ci puoi anche indignare e in qualche occasione possono anche fornire spunti di riflessione. Basta non aspettarsi soprese. Per il guizzo artistico, il colpo di genio, la giocata da fuoriclasse, rivolgersi altrove. Queste cose le lasciano all’elite. Loro promettono canzoni compatte e precise, costruite come meccanici della musica. Funzionano? Si. Sorprendono? Neanche per idea. Ma anche applicare la stessa formula, dopo quasi 25 anni, e continuare a fare canzoni che suonino comunque fresche e grintose non è uno scherzo.

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