Anarchytecture degli Skunk Anansie è un album poco ispirato

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Il mondo della musica si divide in tre: pochissimi artisti che hanno rivoluzionato il rock o il pop e lasceranno traccia di sé, qualche artista che ha fatto il suo dovere con onestà ma alla lunga sarà dimenticato e una grandissima quantità di artisti inutili e che dovrebbero essere dimenticati il prima possibile. Non necessariamente chi appartiene alla prima categoria potrà piacere a tutti, così come non è affatto detto che chi appartiene all’ultima piaccia a pochi. Nel gruppo della seconda categoria invece ci si trovano grandi nomi e, come tali, con un’unica certezza: qualità. Parto da qui perché a questa riflessione sono stato stimolato dal nuovo album degli Skunk Anansie. Un disco senza infamia ma soprattutto senza lode.

Il sospetto mi era venuto già dal primo singolo. Love Someone Else è un pezzo che si lascia ascoltare ma che manca della necessaria cattiveria che ha sempre contraddistinto una band come quella guidata da Skin. È giusto, normale e anche sano non scrivere come agli esordi di 20 anni fa, ma o lo si fa decidendo di cambiare sensibilmente registro oppure il rischio è quello di strizzare l’occhio a quelli che si era, salvo poi produrre un brano politicamente corretto nei suoni e nei testi. Ed è questa la cattiveria che manca: dire oggi che l’amore deve essere uguale per tutti è francamente desueto.

skunk-anansie-anarchytecture-recensioneÈ naturalmente sempre importante ricordarlo ma paradossalmente oggi essere contro appartiene più alla schiera degli omofobi intimoriti e in minoranza. Nemmeno Marco Mengoni aveva osato tanto con Esseri umani. Per fare il massimo esempio, Bob Dylan ha cambiato genere e stile decine e decine di volte, ma non ha mai rinunciato al suo sguardo visionario e razionale, capace di mettere in luce le contraddizioni della società. Insomma Love Someone Else non mi era sembrato nulla di stupefacente, a maggior ragione per essere il singolo apripista di un nuovo album di un gruppo da sempre “contro” il sistema. A maggior ragione per un disco chiamato Anarchytecture, che strizza l’occhio all’anarchia.

La realtà è che c’è molta più Architecture che Anarchy in questo lavoro. Si tratta di un album che lascia una sensazione di costruito, con canzoni senza dubbio sentite, soprattutto nei testi, ma francamente poco ispirate. Tanto rock, tanta elettronica, tanto ritmo. Come ci si poteva aspettare. E resta invece poco del tratto distintivo che, almeno in Italia, ha da sempre accompagnato il gruppo e conquistato i fan, e cioè le classiche ballad trascinanti. Anche se proprio qui troviamo l’unico brano degno di nota: Death To The Lovers è sicuramente il pezzo che sarà più apprezzato dal pubblico italiano, e probabilmente effettivamente il più riuscito (forse non a caso scelto come secondo singolo). Anche la successiva In The Back Room non è male e sarà probabilmente riproposta dal vivo, parecchie di queste canzoni potrebbero guadagnare parecchi punti in termini di gradimento, come anche That Sinking Feeling.

Scritta così sembra la recensione di un disco mediocre. Effettivamente Anarchytecture non è un album particolarmente riuscito. Ma la qualità che ci si aspetta da una band come gli Skunk Anansie è comunque assicurata. Insomma un gruppo che appartiene alla seconda categoria, quella dei grandi artisti che hanno saputo dire qualcosa, ma che sono ormai in un’altra fase della loro carriera. Non c’è bisogno di specificare quale.

Anarchytecture

Canzoni
Love Someone Else Durata: 03:31 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
Victim Durata: 04:16 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
Beauty Is Your Curse Durata: 03:41 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
Death to the Lovers Durata: 04:08 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
In the Back Room Durata: 03:38 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
Bullets Durata: 03:52 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
That Sinking Feeling Durata: 02:46 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
Without You Durata: 03:35 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
Suckers! Durata: 01:21 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
We Are the Flames Durata: 03:25 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture
I'll Let You Down Durata: 03:29 Riproduci Acquista dall'album: Anarchytecture

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