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Stereophonics – Keep Calm And Carry On

Stereophonics

Keep Calm And Carry On

(Mercury/Universal)

Mai giudicare un album dal titolo o dalla copertina: si rischia di essere superficiali. Ma purtroppo ci sono dei casi che esulano da questa regola e non fa sicuramente piacere al sottoscritto (grande fan degli Stereophonics) constatare che quell’immagine e quelle parole, che riprendono un manifesto della Seconda Guerra Mondiale, hanno un che di insipido che si sposa perfettamente con il contenuto del disco. E dire che la voce di Kelly Jones è al solito magicamente perfetta e in alcuni casi (Innocent, Beerbottle) le melodie si dimostrano degne comprimarie, provocando più di un accenno di brividi sulla pelle. Ma la contestualizzazione dell’album è generalmente troppo povera: che si tratti di canzoncine buttate li in due minuti (Trouble), di pezzi senz’anima (Wonder) o di brani dal testo che definire “poco profondo” è un eufemismo (I Got Your Number), il risultato è quello di un encefalogramma quasi piatto. La sensazione (brutta) è che il frontman degli Stereophonics abbia riservato gli spunti più intimi e drammatici alla sua carriera solista (ascoltare Only The Names Have Been Changed per credere), lasciando la band in una terra di blando pop/rock da almeno 7 anni a questa parte. Resusciteranno prima o poi?

Marco Rigamonti

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