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Sting – Symphonicities

Sting

Symphonicities

Deutsche Grammophon

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Ci sono diversi modi di affrontare la “fase matura” di una grande carriera. Alcuni, come i Rolling Stones, continuano a sfornare dischi nuovi che nulla aggiungono a un glorioso catalogo e che vengono per lo più ignorati dal vivo. Altri, come Billy Joel, accettato di aver detto tutto sul piano compositivo, ci mettono una pietra sopra e si dedicano esclusivamente ai concerti. E poi ci sono quelli come Sting. Il pungiglione inglese da qualche anno ha deciso di non aver più nulla da dire sul fronte del pop, al punto che il suo ultimo album di inediti, Sacred Love, risale ormai al 2003. Sono poi venuti un lavoro di musica barocca e uno di ballate folk rinascimentali. Ma il suo passato è troppo ingombrante e redditizio per semplicemente dimenticarlo. Sting ha perciò trovato il modo di capitalizzarlo rimasticando e rielaborando i suoi successi in diversi modi. Una inaspettata reunion con i Police, che ha fruttato un tour mondiale durato quasi un anno ma nessun brano nuovo, e adesso Symphonicities. Con un titolo che cita volutamente l’album capolavoro dei Police, Synchronicity, il nuovo lavoro si pone a cavallo tra le due anime di Sting. Presenta infatti una serie di brani del suo repertorio reinterpretati in chiave classica grazie all’ausilio della Royal Philharmonic Orchestra di Londra. Anche qui, in fondo, nulla di nuovo, visto che Sting aveva già in passato riarrangiato per orchestra i suoi successi. Nel 1986, per un concerto con Gil Evans a Umbria Jazz, presentò una versione swingata di Roxanne che, per inciso, era molto meglio di quella presente su Symphonicities. Ma è innegabile che l’album abbia un suo fascino. È realizzato con molta cura e si fanno apprezzare tanto i pezzi più jazz, che poco si discostano dalla versione originale (come Englishman In New York), che quelli stravolti come Next To You. Meritevole poi che la scaletta sia composta anche da brani meno celebri, con cui Sting si salva dal pericolo dell’ovvio greatest hits.

Massimo Longoni

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