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The Cranberries – Roses

«È un modo per ripartire da dove avevamo interrotto».

The Cranberries
Roses
Cooking Vynil

«È un modo per ripartire da dove avevamo interrotto». Dolores O’Riordan non poteva trovare parole migliori per descrivere il nuovo lavoro dei Cranberries. Era infatti il 2003 quando il gruppo irlandese iniziava a lavorare su molte delle canzoni che oggi troviamo dentro Roses. L’album trasuda istintività e lavoro collettivo, proprio come un gruppo dovrebbe fare, senza allontanarsi dal suono di Bury the Hatchet o Wake Up and Smell the Coffee che tanto ha portato a Dolores e compagni. Prodotto da Stephen Street, questo disco è un porto sicuro per tutti i fan dei Cranberries, guidati dalla voce di Dolores in un viaggio colorato, fatto di gioia e reconditi sogni nascosti tra sesso e nostalgia. Roses esplora l’amore in tutte le sue forme e il titolo dell’album è il sigillo dell’intero concept artistico. Tra i momenti migliori, il primo singolo Tomorrow, in cui Dolores canta quel carpe diem tanto caro a giovani romantici e anziani scrittori – se non cogli l’attimo, non avrai più il tempo per recuperare il giorno seguente. E poi Schizophrenic Playboy, che parla degli incontri sessuali in un’atmosfera onirica, sospesa tra sogno e realtà, la stessa che permea l’intero lavoro e trova il suo compimento in Astral Projection. Il disco lascia addosso una sensazione piacevolissima: i Cranberries hanno ritrovato l’Animal Istinct che avevano smarrito e di cui sentivamo la mancanza.

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