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The Hives Lex Hives

A distanza di cinque anni dal precendente, la tavola delle leggi degli Hives, Lex Hives, è qui per cercare di correggere la rotta e riportare la band sul tetto del mondo

The Hives Lex Hives recensioneThe Hives
Lex Hives
Disque Hives/Sony

Nati e cresciuti all’interno della scena punk e garage svedese, gli Hives hanno ben presto ampliato i propri orizzonti, complice un colpo di fortuna di quelli che ti cambiano la vita. Il pezzo Hate To Say I Told You So piace ad Alan McGee della Creation (etichetta degli Oasis, tanto per dire), il quale decide di pubblicare una compilation degli Hives per l’Inghilterra, paese in cui diventano delle star in modo inaspettato. Da lì in avanti, i cinque si conquistano fama e rispetto con un disco eccellente (Tyrannosaurus Hives), finendo però per mostrare la corda col successivo e spompo The Black And White Album. A distanza di cinque anni, la tavola delle leggi degli Hives, come recita il titolo, è qui per cercare di correggere la rotta e riportare la band sul tetto del mondo. Ci riuscirà? Non ne siamo proprio certi, un po’ perché cinque anni sono un’eternità nell’effimero mondo del rock attuale e poi perché i dodici brani di Lex Hives convincono fino a un certo punto. E il problema è sempre lo stesso: fino a quando il quintetto ripropone la formula classica alla Hives, tutto funziona liscio (Go Right Ahead e 1000 Answers per esempio), ma quando tenta di smarcarsi da un suono troppo definito non riesce quasi mai a trovare la zampata giusta. Spiacenti, ma la legge, per ora, non può entrare in vigore.

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