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The Kooks – Junk Of The Heart

Nell’era digitale non c’è spazio per il futuro. E’ sparito dentro un buco nero dove tutto è adesso, subito, oppure non è niente. A soffrire di questa catastrofe sono soprattutto gli sbarbati: devono preoccuparsi solo della gallina oggi. Giusto i pazzi puntano su progetti capaci di creare valore artistico (ed economico) nel tempo. Qualche matto in Inghilterra deve starci se una band come i Kooks ha inciso un disco come Junk Of The Heart. Breve ripasso: nel 2001, a Brighton, quattro adolescenti cresciuti a pane e Bowie formano una band. La Virgin fiuta il business e pubblica l’esordio Inside In/Inside Out nel 2006, seguito da Konk due anni dopo. Si scatena un tripudio di teenager orfani (a loro insaputa) di Jagger, Lennon e compagnia bella, grazie a singoli come Naive e Always Where I Need to Be. Ma l’adolescenza, ahinoi, dura poco. Un altro disco così e i Kooks sarebbero scomparsi. Serviva pazienza e, sorpresa, c’è stata. Gli è stato permesso di diventare maschi adulti, maturi al punto da conservare una buona dose di giovanile innocenza. Junk Of The Heart forse faticherà, ma è il terzo disco di una band che ha futuro.

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