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The Strokes – Angles

The Strokes

Angles

RCA/Sony

 

Il commento migliore arriva dal Guardian, autorevole quotidiano inglese, che parlando di Angles lo definisce “un disco fatto da musicisti che non avevano nessuna voglia di incidere un album”. È una stroncatura troppo forte? Probabilmente sì, ma qualche fondo di verità c’è di sicuro, soprattutto se vogliamo dare retta alle parole del chitarrista Nick Valensi che non ha gradito per nulla le session di registrazione, con la band in uno studio e Julian Casablancas, cantante e leader, nonché principale compositore, praticamente assente per forzare i quattro musicisti in una situazione di controllo (quasi) totale. Giochini a parte, Angles ritorna – dopo cinque anni di pausa –  con grande piacere, quantomeno nostro, al primo sound targato Strokes, quello di Is This It?, ma senza perdere di vista eventuali sbocchi futuri e un percorso che li ha comunque visti impegnati a progredire uno stile vincente e personale. Quella che si potrebbe definire una salomonica via di mezzo è ben rappresentata da episodi come Machu Picchu, dal singolo Under Cover Of Darkness, da You’re So Right e dall’ottima Gratisfaction, ma ci sono anche aperture interessanti come la conclusiva Life Is Simple In The Moonlight a garantire un repertorio più poliedrico e complesso. Se questo è il risultato di un gruppo con scarsa voglia di suonare, chissà cosa ci potremmo aspettare con un minimo di applicazione in più…

 

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