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The Vaccines Come Of Age

Recensione The Vaccines Come Of AgeThe Vaccines
Come Of Age
(Sony Music)

Con il loro album di debutto del 2011, What Did You Expect From The Vaccines? (che ricorda un po’ Il sorprendente album d’esordio dei Cani), la band inglese aveva vinto gli NME Award ed era stata nominata dalla stessa rivista britannica come uno dei gruppi da tenere d’occhio, che li aveva indicati come ereditieri del brit pop consacrato da gruppi come Blur e Oasis ma non solo, perché nell’esaltazione di stampa e critica, furono tirati in ballo persino i Ramones. Dopo l’ubriacatura mediatica, alimentata dai sold out britannici dei loro concerti (a Londra, tra il pubblico, si sedettero anche Alex Kapranos dei Franz Ferdinand e Marcus Mumford dei Mumford and Sons), ora i Vaccines si trovano alla prova della verità con il loro secondo album. Come dopo una mareggiata, i quattro (Arni Arnason al basso, Freddie Cowan chitarra e voce, Pete Robertson alla batteria e Justin Young voce e chitarra) si sono ritrovati con nuovo materiale, fatto di suoni lasciati dal primo lavoro e una sfida da portare a termine ad un anno di distanza dal disco d’esordio.

Un’opportunità che la band ha sfruttato appieno, grazie anche alla collaborazione di Ethan Johns come producer (già al lavoro con Kings of Leon, Laura Marling e Tom Jones). Come ci ha raccontato il bassista Arni Hjovar, «Mettere insieme questo disco insieme a Ethan è stata una grandissima esperienza, perché di ogni canzone ha individuato gli elementi chiave, per poi rielaborarli e miscelarli in modo che il risultato li esaltasse». Ed ecco quindi Come Of Age, undici inediti di grande livello che anche musicalmente denotano una maturazione notevole da parte della band, capace di creare un suono diverso che mantiene  il lato catchy del primo lavoro (a partire dal singolo No Hope, passando per Weirdo, uno dei pezzi migliori dell’intero disco) portandolo ad un livello che forse in pochi si sarebbero aspettati per un gruppo al secondo disco. Un lavoro che mette in chiaro come i Vaccines non siano una meteora da ammirare, ma una certezza da ascoltare e riascoltare.

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