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Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice

Esiste in Italia, ma non solo, la diffusa pratica di trattare la musica pop prima di tutto come un prodotto. Ci si siede intorno a un tavolino, si pianificano obiettivi e strategie e poi si comincia a lavorare. Ho sempre pensato, fin dai tempi di Rosso Relativo (era il 2001), che Tiziano Ferro avesse le potenzialità per aggiungersi al risicato schieramento di eccezioni a questa pessima regola. Mi sembra che i fatti diano ragione ai molti che hanno avuto la mia stessa impressione. Non è impresa da compiersi in fretta, ma siamo a buon punto: con L’amore è una cosa semplice Tiziano compie un nuovo passo verso la definitiva consacrazione del suo status artistico, qualcosa che non c’entra nulla con le classifiche, che pure sono il suo naturale habitat. Manca ancora qualcosa, ma la meta si avvicina.

Cinque anni di vita in Inghilterra hanno cambiato le prospettive di TzN – come ama firmarsi. Allontanandosi dall’Italia, si è messo al riparo dalla benevolenza incondizionata di cui godono le nostre star, una bambagia catastrofica che impedisce agli artisti di mettersi in discussione. Tra la provincia di Latina e l’ombelico del mondo (musicale) ci sono di mezzo oltre duemila chilometri e uno spazio ideale infinito. È proprio in quello spazio che Tiziano è trasferito, curioso di capire piuttosto che copiare, voglioso di rinnovarsi quando gli bastava ripetersi. L’amore è una cosa semplice gratifica la sua intelligenza e rispecchia la sua voglia di crescita.

Azzeccato il singolo di lancio, La differenza tra me e te, perché bene rappresenta l’idea di cambiamento che l’album cova. Ma il disco è un’altra cosa, preferisce le atmosfere intime agli slanci e alle aperture, a parte qualche raro caso tipo il duetto con John Legend, in Karma, e Smeraldo. Altri brani – penso a Hai delle isole negli occhi, (raffinato r’n’b e miglior pezzo del disco per il sottoscritto) oppure a interludio: 1000 scuse – dicono molto di più del progetto, ricco di sfumature musicali al punto da sconfinare nel jazz e nella bossanova – anche se TVM fa un po’ troppo Sergio Cammariere. Toni bassi, produzione squisita ma poco invadente e una rara cura per i dettagli sonori: L’amore è una cosa semplice è uno di quei dischi che meritano di essere ascoltati con attenzione, usando gli auricolari o un’amplificazione degna di questo nome. Possibilmente senza compressione – mp3 e simili – anche se mi rendo conto che suoni come una bestemmia. È più facile ottenere questo risultato quando ti chiudi in studio con i più quotati musicisti del mondo – gente come Vinnie Colaiuta (batteria), Michael Landau (chitarra) e Larry Goldings (piano e tastiere) – ma non per questo è scontato.

L’amore è una cosa semplice è un album rilassato e rilassante. Non c’è traccia della sofferenza che siamo abituati ad ascoltare nella musica di Tiziano. Fare i conti con questioni personali importanti, venirne a capo, gli ha permesso di liberarsi definitivamente dei macigni che ha portato sullo stomaco per molto tempo. Si capisce tutto dalla sua voce, più forte che in passato. Sistemare la sua vita è stata la migliore conquista artistica che potesse ottenere.

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