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Vinicio Capossela – Marinai, profeti e balene

La “Marina Commedia” con la quale Vinicio torna a distanza di tre anni, è un disco da ascoltare, un viaggio da compiere salendo sulla nave del capitano Capossela, che naviga su un oceano di carta tra Melville, Conrad e Celine, suonando strumenti che mai prima ha conosciuto, come le percussioni indonesiane gamelan, la viola d’amore barocca o la lira cretese di “Zeus” Antonis Xylorius. Ancestrale e simbolico, Vinicio canta inni pirateschi cadenzati dai cori dei marinai – figure intraprendenti simbolo del viaggio dell’uomo – dalle parole dei profeti e dall’incedere della balena, metafora di tutto quello che è fuori misura, compreso questo disco, doppio come fosse un vinile. Nel lato A l’atmosfera biblica suona nella forma dell’inno e della ballata, mentre nel lato B Ulisse ritorna a Itaca. Sopra Vinicio, però, non si richiude il mare. Sopra Vinicio si apre la tastiera del suo Pequod, issato a 80 metri dal mare, dove solo gli spettri hanno sentito arrivare la nave del capitano Capossela.

 

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