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Recensione e scaletta concerto Mark Lanegan Alcatraz, Milano 25 marzo 2012

Recensione e scaletta concerto Mark Lanegan live @ Alcatraz, Milano 25 marzo 2012. C’è chi l’ha visto esibirsi con la splendida Isobel Campbell qualche anno fa, ma tutti noi aspettavamo il suo grande ritorno da solista.

Recensione e scaletta concerto Mark Lanegan live @ Alcatraz, Milano 25 marzo 2012. C’è chi l’ha visto esibirsi con la splendida Isobel Campbell qualche anno fa, ma tutti noi aspettavamo il suo grande ritorno da solista. L’attesa è durata ben 8 anni, ma ne è valsa la pena. Due date in Italia, il 24 marzo all’Estragon di Bologna, sold out e il 25 a Milano, letteralmente stracolmo. Partiamo direttamente dall’Emilia Romagna, per raggiungere l’Alcatraz. Ore 20 e 30, entriamo nel locale, dove ci accaparriamo subito una copia del suo Blues Funeral, assolutamente in vinile. Prendiamo pure una birra al bar e ci dirigiamo verso le prime file. Dopo pochi attimi salgono sul palco i Creature With The Atom Brain, la band belga di supporto che suona per mezzoretta buona, scaldando il pubblico con un bel sound sperimentale.

L’attesa è finita. Eccolo. Mr Lanegan sale sul palco. Vestito di nero, come sempre, accenna un saluto, si posiziona davanti al microfono e da lì non si schioderà fino alla fine dello spettacolo. Chi lo conosce sa già che questo non è uno show con fuochi d’artificio e chissà cos’altro. C’è chi pensa che l’artista non dovrebbe starsene lì immobile come una statua, perché non coinvolgerebbe il pubblico, ma forse non hanno ben capito con chi hanno a che fare. Mark è un risorto, uno che ne ha passate davvero tante, una perla rara che discende direttamente dal regno degli inferi e uno come lui non potrebbe mai indossare i panni di un Gene Simmons, dipingendosi la faccia ed essere lo showman in persona.

Personalmente, la star della serata è stata la sua voce, che non appena ha iniziato a vibrare nell’aria mi ha rapito letteralmente, ipnotizzandomi, scagliando pezzi come The Gravedigger’s Song, la canzone del becchino, un blues oscuro, che piacerebbe tanto a Nick Cave, passando a brani più elettronici come Ode To Sad Disco, senza dimenticare però di inserire Hit The City e Sleep With Me, dei suoi indimenticabili Screaming Trees. Mark è come un buon bicchiere di whiskey. E se vi ricordate la pubblicità del Macallan che diceva: «Il gusto di saper aspettare», capirete il perché.

Clicca qui per le foto del concerto di Mark Lanegan a Milano.

Ecco la scaletta completa del concerto.

When your # isn’t up

Gravedigger’s song

Sleep with me

Hit the city

Wedding dress

One way street

Resurrection song

Wish you well

Gray goes black

Crawlspace

Leviathan

Quiver syndrome

One hundread days

Creeping coastline of lights

Riot in my house

Ode to sad disco

St. Louis elegy

Tiny grain of truth

 

Pendolum

Harborview hospital

Methamphetamine blues

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