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15 canzoni che ascoltavamo nell’estate 1996

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Venti anni sono passati. Era il 1996 quando il primo mammifero veniva clonato (ricordate la pecora Dolly?). Era il 1996 anche quando, a soli 25 anni, moriva il rapper Tupac Shakur e ci lasciavano la grande Ella Fitzgerald, regina della musica jazz, e Marcello Mastroianni, icona del cinema italiano. Nel frattempo, i Pink Floyd entravano a far parte della Hall Of Fame, i Take That si scioglievano (per la disperazione di milioni di ragazzine) e Braveheart vinceva l’Oscar come Miglior Film. Bill Clinton veniva rieletto presidente degli Stati Uniti, mentre ad Atlanta si giocavano le Olimpiadi.

A fare da colonna sonora a questo anno così ricco di eventi, tra sport, cultura, politica e arte, in radio suonavano diversi brani di artisti italiani e internazionali. Hit che abbiamo ballato fino allo sfinimento, ballad romantiche e strappalacrime, così come pezzi che hanno scalato le classifiche per una stagione e oltre. A voi 15 indimenticabili canzoni che ascoltavamo nell’estate 1996.

Oasis – Don’t Look Back In Anger
I fratelli Gallagher firmano un nuovo successo con un gioiello estratto da (What’s the Story) Morning Glory?, l’album più importante degli Oasis. Don’t Look Back In Anger è il primo singolo della band inglese nel quale Noel sostituisce il fratello Liam come voce principale. Ritornello esplosivo e sound beatlesiano sono gli ingredienti vincenti di questa perla.

Eros Ramazzotti – Più bella cosa
È forse una delle canzoni più dolci e autobiografiche di Eros, una dichiarazione d’amore che ha conquistato milioni di fan (e il cuore della bella Michelle Hunziker, protagonista anche del video ufficiale). Un brano che ha trascinato l’album Dove c’è musica in vetta alle charts di mezzo mondo e fatto sognare tutti noi per un’estate intera (e oltre).

Ké – Strange World
Bello, stiloso, misterioso e, soprattutto, talentuoso. Durante l’estate Kevin Grivois, in arte Ké, spopola in tutte le radio con questo inno alla pace e con la sua voce particolarmente originale e affascinante. Si tratta del primo e unico vero successo del modello e cantante newyorkese, sparito dalla scena musicale dopo appena due album. Strange World, però, resterà sempre uno dei brani più amati non solo del 1996, ma di tutto il decennio.

Fool’s Garden – Lemon Tree
Stesso discorso si potrebbe fare per le meteore Fool’s Garden, autori e interpreti della super hit Lemon Tree. Ricordate la pubblicità di una nota bevanda al gusto di limone? Ecco, la canzone che accompagnava lo spot era proprio questa. Fresca, dal ritmo contagioso, perfetta da canticchiare in auto o sotto la doccia. Peccato che molti non abbiano mai fatto caso al testo, tutt’altro che allegro ed estivo.

Alexia – Summer Is Crazy
È la regina indiscussa della musica dance anni Novanta. Alexia si rende ancora una volta protagonista delle spiagge e delle disco italiane ed europee lanciando una bomba di pura adrenalina. Impossibile stare fermi e non cantarla! Perché “music is the key to fall in love! Music is the answer of the world…”.

Underworld – Born Slippy
Quanto ci ha fatto impazzire il film Trainspotting? Un trip senza ritorno, trasportati dalla martellante Born Slippy degli Underworld. In pista in un locale oppure chiusi in camera con le cuffie appiccicate alle orecchie, poco importa. La testa parte, le gambe tremano ogni volta che irrompono le prime note. Con questo brano lo sballo è più che assicurato.

No Doubt – Don’t Speak
Fine di un amore. Tra bugie, inganni, rabbia e incomprensioni. La tenace Gwen Stefani lo sa bene. E racconta la travagliata storia avuta con Tony Kanal, bassista della band californiana. Lo fa scrivendo e cantando Don’t Speak, una ballata intensa e sofferta che, tuttavia, porta molta fortuna a lei e al resto del gruppo.

Spice Girls – Wannabe
È il primo singolo sfornato da queste cinque pazze fanciulle inglesi. Wannabe lancia le Spice Girls, ancora sconosciute nel 1996, verso il successo planetario, quasi inaspettato (prima posizione in ben 32 Paesi). Mel B, Mel C, Geri, Victoria ed Emma diventano un vero e proprio fenomeno pop e icone di stile per un’intera generazione.

Robert Miles – Children
Pubblicato nel 1995 questo pezzo ha raggiunto la vetta delle classifiche nel 1996, proiettando Robert Miles – nome d’arte dietro cui si nasconde l’italianissimo Roberto Concina – nell’Olimpo della musica dance e facendolo diventare uno dei prionieri del sottogenere dream trance. Nel mondo ha venduto milioni di copie e anche dalle nostre parti era una delle più gettonate in spiaggia o tra le macchine ferme ai semafori (rigorosamente con i finestrini abbassati).

Jamiroquai – Cosmic Girl
Si dice Jamiroquai, si legge funk! Jason Key e soci contagiano tutti al ritmo di Virtual Insanity e, nell’estate 1996, piazzano in classifica la splendida Cosmic Girl, con tanto di corsa in auto (a bordo di alcune Ferrari e Lamborghini, grande passione del leader della band britannica). Canzone e video sono un concentrato di energia, ritmo e divertimento, un antidoto efficace contro la noia.

The Fugees – Killing Me Softly
Brividi e batticuore sono gli effetti collaterali della voce sensuale di Lauryn Hill dei Fugees. Killing Me Softly, cover della quasi omonima canzone di Roberta Flack datata 1973, ci ha fatto commuovere per più di una stagione. Il finale del brano è da togliere il fiato.

Babylon Zoo – Spaceman
Strani questi Babylon Zoo. Così originali da non poterne più fare a meno. La formazione aglo-indiana, capitanata dal bel Jasbinder Mann, si fa conoscere in tutta Europa nel 1996 con Spaceman, splendido brano che accarezza il genere rock con una ventata di elettronica. Un trionfo di chitarre distorte accartocciate su una voce robotica e magnetica.

Articolo 31 – Tranqi Funky
Primo singolo estratto da Così com’è, terzo album degli Articolo 31, il più amato in assoluto del duo milanese. L’abbiamo cantata milioni di volte con gli amici, ci siamo lasciati trascinare dalla forza del suo sound e, ancora oggi, dopo 20 anni, conosciamo a memoria ogni singola parola del testo. Merito di J-Ax. Effetto Spaghetti Funk.

Gianluca Grignani – La fabbrica di plastica
Dopo averlo apprezzato nella delicata, quanto tormentata, Destinazione Paradiso, Gianluca Grignani prende tutti in contropiede con un disco, e un singolo, di tutt’altra forma e sostanza. La fabbrica di plastica rappresenta, nel nutrito repertorio del cantautore milanese, un mondo a sé. Folle, sfacciato, unico nel suo essere dannatamente rock. Uno dei pezzi più forti e coraggiosi del Grigna.

Los del Rio – Macarena
Uscita nel 1995, la Macarena si è imposta nel mondo l’estate dell’anno successivo, complice un balletto a prova di imbranati che tutti hanno subito imparato a replicare grazie al video. È diventato un inno nei villaggi vacanze e continua tutt’ora ad essere un must.

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