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5 cose che dovete assolutamente sapere sulla colonna sonora di Fallout 4

5 cose sapere colonna sonora Fallout 4

Bentornati nella zona contaminata, cari vagabondi. Sette anni dopo Fallout 3 è (quasi) giunto il momento di tornare ad esplorare i desolati territori degli Stati Uniti messi in ginocchio dal conflitto atomico. Il consueto vagare tra lande abbandonate alla ricerca di insediamenti umani e Vault sotterranei si unisce alla speranza di sopravvivere, stando ben attenti alle pericolose sorprese che questo mondo post-apocalittico ha in serbo per noi.

A poco più di un mese dalla release del capitolo 4 della serie Bethesda, i teaser e i filmati online scarseggiano. Escludendo il gameplay che un genio ad agosto ha rubato durante la Gamescom di Colonia per poi caricarlo su una piattaforma streaming di film porno (300.000 visualizzazioni, ma dopo qualche giorno l’inghippo è stato scoperto da Bethesda che ha provveduto a rimuoverlo dalla rete), di ufficiale c’è ben poco. E la febbre – come è ovvio che sia – sale.

Si hanno invece informazioni certe per quanto riguarda la colonna sonora: un particolare di importanza tutt’altro che relativa quando si parla di Fallout. Non stiamo parlando delle splendide selezioni della radio (chicche anni ’40/’50 che sottolineano l’azzeramento culturale provocato dalla guerra nucleare), ma dei temi originali e dell’accompagnamento sonoro. Compito che anche in questo caso (come in diversi episodi precedenti) è stato affidato alle sapienti mani dell’israeliano Inon Zur, compositore pluripremiato per i suoi lavori in ambito di videogiochi. Ecco cinque curiosità a riguardo che un vero maniaco di Fallout non può ignorare.

UN PIANO “FREDDO”
Il tema principale è nato da una semplice sessione al pianoforte. Ma al momento dell’ascolto il direttori di gioco (Todd Howard) e audio (Mark Lampert) pur approvando al 100 per cento la melodia hanno espresso delle perplessità sul suono, trovandolo «vivace e un po’ troppo freddo». Zur lo ha quindi “arrotondato” con un piano elettrico, mettendo d’accordo tutti. La versione definitiva è stata arrangiata aggiungendo elementi orchestrali: ma il mix di pianoforte classico e piano elettrico non è stato più messo in discussione.

FUORI CONTESTO
Naturalmente – come in ogni colonna sonora che si rispetti – il ruolo delle orchestre è fondamentale. Ma in Fallout 4 quando meno te l’aspetti spuntano idee bizzarre. Per esempio l’utilizzo di strumenti primitivi o fuori contesto, come l’ocarina o la fisarmonica: «La fisarmonica è uno strumento francese e dell’Europa Orientale, destinato ad atmosfere festose e bizzarre. E invece? Questo suono così basso e unico è diventato uno dei punti di forza della colonna sonora. Chi l’avrebbe mai detto?».

COLPIRE COSE
Fino a qui abbiamo parlato di strumenti tradizionali. Ma come la mettiamo con il suono generato dall’arco di un violoncello contro una sedia da giardino? La mente di Inon Zur non accetta grandi limiti: le sperimentazioni sono il miglior antidoto contro la staticità e la stagnazione. Lui ammette candidamente di passeggiare in giardino colpendo cose per farsi venire nuove idee. Oppure di mettere alla prova il pianoforte toccando le corde con le mani, o perfino mordendole. Vale tutto, come spiega intorno al minuto 6 di questa intervista.

CONTRASTO EMOTIVO
Esattamente come nel tema principale di Fallout 3, grande attenzione è stata riposta nel dualismo Disperazione/Speranza che contraddistingue il titolo. Ovunque c’è distruzione e desolazione, ma la prospettiva di avere un’occasione per costruire un mondo migliore (partendo sostanzialmente da zero) è viva. Un contrasto emotivo così forte poteva essere riprodotto in musica solamente accostando un accordo minore a uno maggiore, che (generalizzando) comunicano rispettivamente tristezza e allegria. Dallo sconforto alla speranza: “I due accordi combinati trasmettono questa sensazione agrodolce del mondo di Fallout. Concettualmente è molto semplice, ma funziona alla grande.

IL PRIMO GIOCATORE
Quando deve comporre la colonna sonora di un videogioco, Zur fa esplicita richiesta di poterlo provare prima. Per lui è cruciale capire in che modo può accompagnare il giocatore. Nel caso di Fallout 4 ha dichiarato di avere ricercato insistentemente qualcosa che avesse «il sapore dell’inizio». E il mondo devastato dalla guerra atomica che ci si para davanti all’inizio del viaggio non poteva che essere rappresentato da suoni non propriamente musicali: percussioni e rumori vari la fanno da padrone. Più avanti, nel corso dell’avventura, subentrano strumenti primitivi, leggermente più musicali, e così via. L’accompagnamento orchestrale interviene invece per supportare la parte strettamente emotiva del viaggio.

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