Speciali

5 buoni motivi per ascoltare 48:13 secondo i Kasabian

kasabian-5-motivi-ascoltare-48-13

Abbiamo chiesto a Sergio Pizzorno dei Kasabian perché si debba ascoltare il loro nuovo album 48:13. E lui ci ha risposto dandoci 5 ottimi motivi per farlo.

kasabian-5-motivi-ascoltare-48-13

I Kasabian sono tornati alla grande con 48:13, il loro quinto album uscito a dieci anni di distanza dal primo. Dopo il successo del singolo Eez-Eh e l’annuncio di due date in Italia in autunno, il gruppo di Leicester punta a diventare la band di riferimento del nuovo rock britannico. Ma in cosa 48:13 è diverso dai lavori precedenti? E perché bisognerebbe ascoltarlo? Abbiamo chiesto a Sergio Pizzorno, il chitarrista e compositore dei brani, di spiegarcelo in cinque parole. Ecco quali ha scelto e perché.

ROSA
«Molti percepiscono i Kasabian come una band molto virile, potente e anche allarmante in un certo senso. Quello che in fondo dovrebbe essere una rock band. Ma utilizzando il colore rosa per la copertina e per la promozione abbiamo voluto ribaltare completamente la prospettiva. Un po’ quello che è successo con la musica punk. È l’opposto di quello che ti aspetti e con questa immagine speriamo che anche l’album sia ascoltato con un altro sguardo e orecchio».

DIRETTO
«L’arte è quando sorprendi le persone. Quando gli dai cose che non le fanno sentire a proprio agio. E questo mi piace molto. Altrimenti non è eccitante, non è rischioso. Potresti continuare a fare le stesse cose, ma io voglio che le persone abbiano una reazione nell’ascoltare l’album».

FUTURISTICO
«Il mio obiettivo è sempre stato fare un rock ‘n’ roll futuristico e credo che per riuscirci l’unico modo sia provare a creare un nuovo sound e il mio modo è stato mescolare elementi dei tre generi che più mi hanno influenzato: l’hip hop, l’elettronica e il rock. A quel punto ho cercato di unirli per creare qualcosa che fosse riconoscibile ma che rispecchiasse anche un nuovo linguaggio».

ESSENZIALE
«Ho sentito chiaramente la necessità ma anche la confidenza nell’essere più diretto e più onesto con questo album. Ho cominciato a “sottrarre” piuttosto che a “sommare”, mantenendo la forma delle canzoni e degli arrangiamenti più essenziale possibile».

POTENTE
«
Il mio primo strumento musicale è stato un campionatore Atari, e fin da subito ho iniziato a produrre musica, anche se allora non sapevo cosa volesse dire. Poi è arrivata la chitarra, e ho capito che aveva un suono davvero potente. Questo è il motivo per cui cerco di unire queste due sonorità tanto forti nella mia musica. Se l’album andasse bene e fosse apprezzato, sarebbe stupendo poterlo proporre tutto dal vivo con la scaletta originale. Il risultato sarebbe davvero potente».

Commenti

Commenti

Condivisioni