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5 musicisti che si sono reinventati Dj, con ottimi risultati

5 musicisti che si sono reinventati dj boosta

Il Dj negli ultimi anni ha assunto un ruolo molto più rispettato anche dai musicisti. Non a caso alcuni di loro si sono reinventati dietro ai piatti e hanno iniziato una carriera parallela. Ecco i 5 più convincenti.

Sarà che ormai chi “mette i dischi” ha la stessa dignità di chi “suona”. Sarà che dopo una vita di prove, strumenti da accordare e persone da gestire, viaggiare da soli con una valigia e poter proporre la musica che si vuole è molto più rilassante. Sarà anche solo voglia di reinventarsi, cercando ispirazione in un modo di veicolare musica lontano anni luce dal concerto live. Sta di fatto che ci sono ormai moltissimi esempi di musicisti che hanno tentato la strada del djing. Ecco 5 di loro che hanno decisamente vinto la scommessa.

Soulwax – 2 Many Djs
I fratelli Dwaele rappresentano l’anello di congiunzione più forte tra band e dj. Dopo i primi due album (rock) a nome Soulwax, la loro carriera svolta completamente quando decidono di plasmare un album a nome 2 Many Djs che diventa la bibbia del mash-up. Da quel momento in poi anche i successivi album dei Soulwax hanno preso una piega molto più dance ed elettronica, a testimonianza di quanto incidere un disco da una prospettiva differente li abbia cambiati nel profondo. E non assistere a un loro visual show o dj set come 2 Many Djs è un vero delitto.

Depeche Mode – Andy Fletcher / Martin Gore
Il bassista e tastierista Andy Fletcher (Depeche Mode) ha cominciato la sua carriera di dj supportando i CLIENT, una band che aveva messo sotto contratto nel 2002 con la sua label Toast Hawaii. In console Andy è piuttosto eclettico, proponendo musica che spazia dall’electro-rock a suoni più synth-pop. Martin Gore invece preferisce la techno – come testimonia anche la recente collaborazione con Vince Clarke nel progetto VCMG.

Bloc Party – Kele Okereke
Il frontman dei Bloc Party non ha mai nascosto la sua indole dance: il suono della band britannica si prestava fin dall’inizio al ballo, e col tempo è cresciuta la voglia di sperimentare. Nel 2010 uscì il suo primo album solista che mischiava rock ed elettronica, mentre il suo secondo disco (Trick) punta con molta più convinzione su sonorità che traggono ispirazione dalla scena underground Londinese (ed è anche un signor lavoro, in tutta onestà).

Klaxons – Jamie Reynolds
Rimanendo in territorio britannico, ecco Jamie Reynolds, un altro musicista/dj con una certa credibilità. Gli indizi di un collegamento tra i Klaxons e la dance si potevano evincere fin dai primi vagiti della band, che ottenne successo nel 2007 con una versione rock di un brano di Paul Oakenfold (It’s Not Over Yet). L’operazione destò un certo interesse nella stampa inglese, che si affrettò a coniare il termine Nu Rave – parola che avrebbe dovuto descrivere un movimento che invece non ebbe evoluzioni. Ma questo fatto non ha inciso sulla carriera di Jamie, che continua a cimentarsi in dj set convincenti.

Subsonica – Krakatoa / Boosta
Da una delle band più “internazionali” della scena rock italiana non potevano non fluire idee e progetti paralleli legati al contesto dei club. Samuel insieme a Dj Pisti ha dato vita a un party di culto denominato Krakatoa: i due si esibiscono in un dj set dove sfogano tutto il loro istinto techno. Boosta è un richiestissimo dj e producer da una decina di anni e anche Ninja, il batterista della band, adora cimentarsi ai piatti con uno stile electro che ogni tanto abbandona la cassa in quattro per abbracciare ritmiche spezzate.

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