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5 pezzi dance che funzionano anche come lenti

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Sono tante le ballad trasformate in pezzi dance da ballare, ma esistono anche i pezzi nati per la pista che funzionano come lenti. Ecco 5 esempi.

Trasformare una ballad in un pezzo dance è un’usanza piuttosto comune. Il trucco è semplice: una melodia malinconica aiuta a creare pathos nelle pause, poi le ripartenze con la cassa in quattro risvegliano l’energia nelle gambe e nella testa, creando così un’altalena emotiva che contribuisce a tenere alta l’attenzione del dancefloor. Ma non c’è scritto da nessuna parte che un remix debba per forza accelerare o energizzare una traccia: i casi di rielaborazioni in chiave lenta di brani concepiti per essere ballati sono rari, ma esistono. E bisogna avere talento per far sì che tale operazione funzioni. Come per esempio in questi 5 casi.

Pharrell – Happy (Woodkid Remix)
Superare il genio di Pharrell potrebbe sembrare un’impresa impossibile. Eppure il francese Yoann Lemoine (per gli amici Woodkid) ci riesce, sfoggiando tutta la sua classe in una rielaborazione ai confini della realtà di Happy. Il falsetto di Williams è l’unico elemento riconoscibile del pezzo originale: il remix è una meraviglia orchestrale, che ribalta totalmente l’umore della canzone grazie a ritocchi armonici e un arrangiamento da film.

Roger Sanchez – Another Chance (Afterlife Mix)
A inizio millennio Roger Sanchez pensò di utilizzare le prime due frasi di una ballad dei Toto (I Won’t Hold You Back) per confezionare la sua hit numero uno, Another Chance. Steve Miller – nome di punta di una scena Chill-Out che ai tempi godeva di ottima forma – plasmò una versione magica, che diventò immediatamente un inno del Cafè Del Mar di Ibiza.

ATB – 9pm (Till I come) (Bent Remix)
Il nome di battesimo del personaggio che si cela dietro all’acronimo ATB è André Oliver Tanneberger, un dj tedesco che ultimamente è scomparso dai radar dell’Europa, ma che continua a produrre musica e a occupare una posizione di rilievo soprattutto nella natia Germania. Sul finire del secolo scorso fece il botto con l’irresistibile riff di 9 pm (Till I Come), che gli inglesi Bent con grande fantasia portarono in un territorio a metà tra il Downbeat e il Future Jazz.

Disclosure feat. Sam Smith – Latch (Dj Premier Remix)
Ben prima della versione acustica (inclusa nell’album di Sam Smith), il pezzo che lanciò i Disclosure venne rivisitato da diversi producer. Nessuno riuscì a eguagliare la carica del beat house terzinato dell’originale, ma il lavoro di Dj Premier da Brooklyn svettò per eleganza: oltre a dimezzare il tempo, Premier infila dei nuovi ispiratissimi accordi che elevano l’impatto emotivo di Latch all’ennesima potenza.

Olive – You’re Not Alone (Nightmares On Wax Remix)
Figlio concettuale del fermento trip-hop e drum & bass di metà anni ‘90, You’re Not Alone contava su una splendida interpretazione vocale che si appoggiava delicatamente su un beat spezzato, pad ariosi e un basso di derivazione jungle. I Nightmares On Wax (artisti di punta dell’etichetta di culto Warp) trasformarono il brano di Olive in un notevole mezzo-funk liquido dall’incedere lentissimo.

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