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5 remix riusciti di brani che sembravano intoccabili

5 remix riusciti di brani che sembravano intoccabili

Alcuni brani sono talmente grandi da risultare quasi intoccabili, ma alcuni dj sono stati capaci di metterci mano e ottenere un risultato apprezzato. Ecco 5 esempi di remix riusciti.

Con buona volontà e ispirazione tutto si può remixare. Ma va da sé che mettere le mani su pezzi storici, incastonati nel mito, rappresenta un rischio considerevole. In effetti il risultato di una rielaborazione di un brano per definizione “intoccabile” ha altissime probabilità di finire nel calderone del “forse era meglio lasciare stare”. Ma ci sono delle eccezioni: alcuni producer hanno osato e sono riusciti a strappare un sì convinto a tutti – anche ai fan più accaniti, quelli che rabbrividiscono al solo pensiero di sentire parlare di una versione non originale della loro canzone preferita.

The Rolling Stones – You Can’t Always Get What You Want (Soulwax Remix)
I fratelli David e Stephen Dewaele non hanno mai avuto molta paura a mettersi in gioco. Per loro mischiare il sacro con il profano è roba da niente e nei divertentissimi dj set che propongono come 2 Many Djs riescono a rendere coerente una scaletta che va dagli MGMT ai Ricchi E Poveri. Nella loro carriera hanno remixato di tutto, ma con questa versione di You Can’t Always Get What You Want dei Rolling Stones si sono davvero superati.

The Doors – Break On Through (Bossarocker Remix)
Nel 2004 in alcuni negozi di dischi comparve un vinile bianco stampato in edizione limitata. Su un lato c’era un remix di Fever con la voce di Patty Drew, mentre “on the other side” faceva bella mostra di sé una versione molto ben congegnata di Break On Through dei Doors. L’autore – Bossarocker – è un personaggio avvolto nel mistero (perfino su internet si fa fatica a reperire informazioni su di lui); indipendentemente dalla sua carriera, questo remix ha grande personalità, e suona tuttora fresco e attuale.

Gabin – It Don’t Mean a Thing (Doo Uap, Doo Uap, Doo Uap)
Seguendo l’esempio del francese Ludovic Navarre (aka St. Germain) che aveva campionato Marlena Shaw in Rose Rouge, gli italianissimi Massimo Bottini e Filippo Clary osano ritoccare un standard jazz firmato Duke Ellington. Uscì come singolo a nome Gabin, ma si tratta a tutti gli effetti di un remix. Un remix irresistibile, per la precisione.

Shirley Bassey – Where Do I Begin (The Away Team Remix)
Nel 2000 uscì Diamonds Are Forever, una raccolta di remix che avevano come comune denominatore la splendida voce di Shirley Bassey. Tra i tanti lavori spicca quello del duo The Away Team, che aggiungono a un classico come Where Do I Begin un energico beat hip-hop e un basso trascinante.

Luca C e Brigante – Lucio
Trattandosi di un lavoro non autorizzato, il duo italiano si è preso la libertà di intitolare il suo re-edit di Amarsi Un Po’ con il nome del grande Battisti, come a volere sottolineare la valenza di “tributo”. Sono state spesso usate parole come “cosmico” e “balearico” per descrivere questa produzione, che si distingue per il grande rispetto riservato alla versione originale e il gusto nella stesura e nell’arrangiamento.

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